Commenti “Estratto Profumo d’Ottobre”

Commenti “Estratto Profumo d’Ottobre”

Estratti 

Di Chiara Saccavini

Profumo d’ottobre di Annalisa Caravante.
Mi accingo a commentare un libro di cui in realtà ho letto solo pochissime pagine. È gioco? è follia? È superficialità la mia? Forse un insieme di tutto questo per una che di solito prima di prendere in mano una matita e scrivere, legge e medita. Ma lo prendo come un esercizio di stile, un po’ alla Queneau, se mi è consentito il paragone. Dunque, scriverò quello che queste pagine mi suggeriscono.
Quello che avverto, leggendo l’incipit del romanzo, è una grande forza della narrazione, un’energia straripante tenuta a freno con dialoghi serrati. Sento l’urgenza di raccontare. La giovane orfana, gli zii detestati, arroganti e cafoni. Un cugino bello che è l’unica persona rimasta a comprendere la necessità di affetto e di cura di Claudia. Ma già si avverte che anche questo ‘amico’, questa colonna, verrà tolta alla protagonista. Tolta dalla guerra feroce che tutto dilania, strazia e fagocita. L’essere umano, solo, impaurito, posto di fronte alla vita. La solitudine di ciò che si è perduto. La forza che nasce dentro se stessi quando si deve affrontare tante difficoltà. Immagino. Immagino che nel proseguo del racconto, vi saranno incontri e forse altre perdite. Come nella vita. La bellezza del racconto risiede proprio in questo: creare storie che sono multiversi, universi paralleli che interagiscono gli uni con gli altri. Lo scrittore è un creatore di scelte, di linee temporali, di energia che resta nella memoria di chi legge, ampliandone l’esperienza. La realtà in cui viviamo secondo alcuni non è altro che illusione, lo spazio ed il tempo non sono oggetti ma strumenti della nostra comprensione. Cosa differenzia, allora, la realtà vissuta da quella sognata leggendo un romanzo come ‘Profumo d’ottobre’? Caravante racconta una storia nata dalla sua coscienza, dal suo spirito. E noi lettori le crediamo e la partecipiamo. Sarà un arricchimento per tutti. Detto questo, mi riprometto di completare la lettura al più presto, visto che questo incipit del romanzo mi ha molto incuriosito.*

* * *

Di Marta Aldrigretti

“1940, Napoli.
Claudia ha 14 anni quando la sua vita cambia: si ritrova ricca, orfana, sfruttata, abbandonata.
Viene spedita in un collegio pieno di nuove regole da rispettare ed infrangere.
Scrittura veloce, fresca, a volte introspettiva e sentimentale, con riferimenti storici del periodo.
Durante la narrazione, il punto di vista a volte cambia, immedesimando il lettore in protagonisti femminili e maschili, interessante! “

* * *

Di Maria Flora Grossi

Ho bruciato la cena e non ho steso la lavatrice. Volutamente. Profumo d’Ottobre è il classico libro che ti fa dire: “fa*** mondo, ora ci sono io”. Perché devi assolutamente sapere come va a finire. Perché nella “piccola” Claudia, chiusa in un mondo stretto e soffocante, un po’ ti ci vedi. Perché ce lo abbiamo un po’ tutti lo zio Alberto che ci sta sui cog***. Perché Marcello è talmente un bravo ragazzo che non vedi l’ora che ritorni dalla guerra perché un po’ stai in pensiero pure tu per lui. Perché tutte sogniamo un’amica come Benedetta, sempre pronta ad aiutarti. E perché Vanni… beh, Vanni è Vanni.

* * *

Di Mela Tomma

“Chi vuole incastrare questo romanzo nel genere rosa lo faccia pure, ma limitandosi alla superficie. Chi vuole ridurlo al romanzo di ambientazione storica, non tiene conto della passione enorme che lo anima. L’impressione che ho avuto io, sin dai primi capitoli, è che il triangolo amoroso tra i tre protagonisti sia solo una scusa per poter dare più ampio respiro alla descrizione poliedrica della vera Napoli: ognuno di loro incarna una sfaccettatura del popolo napoletano che non potrebbe essere descritta da un solo protagonista e forse nemmeno loro tre bastano perché Napoli è talmente variegata che non è sufficiente una vita ad assaporarla tutta. Questo libro però è un ottimo aperitivo. è completo, coinvolgendo tutti i sensi: i colori; le ambientazioni così ben rese, come in un quadro a olio; le voci, le cadenze, i dialetti, le canzoni e le poesie; i sapori e la fame; l’odore del mare e quello della polvere da sparo; le mani che fremono per accarezzare e che invece devono sollevare macerie. E a far da cornice a tutto questo, la guerra, che tutto toglie e che amplifica i sensi, amplifica i sentimenti, amplifica l’odio e l’amore. Già dai primissimi capitoli si gettano le basi per quella che si preannuncia una storia appassionata e struggente, di addii e rimpianti, di rispetto e violazioni, di vita e di morte. Insomma, gli ingredienti giusti per una lettura da tenere incollati alla pagina.”

* * *

Di Simona Frattolillo

Commento per il contest: Ho letto l’estratto tutto d’un fiato! All’inizio non è propriamente chiaro dove e quando è ambientata la storia ma piano piano tutto diventa chiaro. Fin da subito invece si percepisce il carattere della protagonista, forte e debole, testarda e con una storia difficile. A me ricorda per alcune similitudini la piccola Jane Eyre (chi come me ama particolarmente quel romanzo sa che è quasi irraggiungibile ma quando la similitudine c’è è giusto e appropriato il paragone)(Chissà se la scrittrice si è ispirata un po’ lei?). La scrittura è accattivante, ci si appassiona molto alla storia. L’intrigo amoroso é ben descritto e costruito. L’ambientazione nella bellissima Napoli(anzi nei luoghi più belli di Napoli) è suggestiva, specialmente per chi quei luoghi li conosce bene e li ama particolarmente. Anche il periodo storico descritto, l’incrocio tra la storia dei personaggi e la Seconda Guerra Mondiale credo sia azzeccata. Immaginare un amore adolescenziale in quegli anni, prima degli orrori, che chissà come sopravvive, suscita molta curiosità! Arrivata alla fine dell’estratto ho provato il forte desiderio di sapere come continua la storia!

* * *

Di Teresa Vastano

Profumo di ottobre è per me il romanzo della memoria, perché mi ricorda gli anni spensierati della gioventù trascorsi a Napoli, dove ho lasciato una parte del mio cuore, tanti sogni e le mie prime emozioni. E poi anche io sono emotivamente legata al mese di ottobre perché è, strana coincidenza, il mese del mio compleanno.
Mi piace l’intreccio tra un amore che nasce insieme alla guerra, quasi a voler contrapporre il bene al male.
Ma la cosa che maggiormente ho apprezzato è stato l’intercalare di parole strappate al dialetto napoletano che sono come delle dolci intonature in una canzone d’autore.
Lo stile è meravigliosamente incisivo e la lettura mi ha fatto divorare l’estratto, sperando di poter leggere presto il romanzo completo.

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GRATIS il romanzo Profumo d’Ottobre

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Cari amici, dato il successo dell’altra volta, ripropongo per un altro giorno, dalle 10:00 di oggi, martedì 28 novembre, fino a domani, Mercoledì 29, ore 10:00 il pdf  di Profumo d’Ottobre. Un autunno di ricordi da scaricare gratuitamente dal mio blog, sperando di ricevere una vostra opinione in merito 🙂

Per eventuali problemi tecnici o se preferite altri formati, contattatemi su facebook

Sinossi

È l’alba della seconda guerra mondiale, l’adolescente Claudia resta orfana e unica ereditiera del patrimonio di famiglia. L’arrivista e spietato zio Alberto la rinchiude in un istituto scolastico che agli occhi della giovane appare come una prigione, dove bisogna rispettare regole e orari. Tutto è triste, buio e troppo silenzioso intorno a lei, come la sua vita, quando incontra Vanni, prestante scugnizzo napoletano, solare, bello ma… Per Claudia è subito amore, passionale e travolgente, ostacolato da alterne vicende e dall’amica/rivale Benedetta. Sarà la guerra a spezzare le catene, a mostrare la labilità della vita, a rendere necessaria la ricerca di un senso a tutto, tra la morte, gli addii, i ritorni e le speranze. Sangue e polvere su una terra, Napoli, che, solare e irrequieta, crollerà insieme ai suoi palazzi, insieme ai suoi figli: vittime, eroi, carnefici… in quegli anni cupi per tutto il mondo: “…anni in cui io e i miei amici eravamo giovani e lo avevamo dimenticato.”

Estratto

Matt, – mi fermai, lui mi guardò – sei un capitano?

Mi accarezzò i capelli, i quali, alla luce del giorno, mostravano dei riflessi rossi.

Yes, I’m.

E cosa comandi?

A department of Eighty-Second American Airborne Division.

Come?

Division, come dire voi? – Matt imitò il volo di un aereo e di un paracadute.

Paracadutisti?

Yes, right.

Spalancai le palpebre e lui rise, dicendo che avevo gli occhi a palla.

Ti lanci dagli aerei? – chiesi, sbalordita.

Matthew mi raccontò che era arrivato a Napoli proprio paracadutandosi.

Non hai paura?

Se io paura, io non capitano. Poi papà fatto sognare me di volare.

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Sacro e profano

Alma do sol. L’amore e la passione

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GRATIS per un giorno Profumo d’Ottobre

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Le 24 ore sono trascorse, RINGRAZIO tutti coloro che hanno scaricato il pdf – Aspetto i vostri preziosi commenti

Annalisa

Cari amici, eccezionalmente per un giorno, dalle 14 e 30 di oggi, sabato 25 novembre, fino a domani, domenica 26, ore 14 e 30 potete scaricare gratuitamente dal mio blog l’ebook Profumo d’Ottobre. Un autunno di ricordi

Sperando di ricevere una vostra opinione in merito al romanzo, Vi lascio il file pdf (Per eventuali problemi tecnici o se preferite altri formati, contattatemi su facebook)

Sinossi

È l’alba della seconda guerra mondiale, l’adolescente Claudia resta orfana e unica ereditiera del patrimonio di famiglia. L’arrivista e spietato zio Alberto la rinchiude in un istituto scolastico che agli occhi della giovane appare come una prigione, dove bisogna rispettare regole e orari. Tutto è triste, buio e troppo silenzioso intorno a lei, come la sua vita, quando incontra Vanni, prestante scugnizzo napoletano, solare, bello ma… Per Claudia è subito amore, passionale e travolgente, ostacolato da alterne vicende e dall’amica/rivale Benedetta. Sarà la guerra a spezzare le catene, a mostrare la labilità della vita, a rendere necessaria la ricerca di un senso a tutto, tra la morte, gli addii, i ritorni e le speranze. Sangue e polvere su una terra, Napoli, che, solare e irrequieta, crollerà insieme ai suoi palazzi, insieme ai suoi figli: vittime, eroi, carnefici… in quegli anni cupi per tutto il mondo: “…anni in cui io e i miei amici eravamo giovani e lo avevamo dimenticato.”.

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Grazie a tutti coloro che hanno scaricato il pdf 🙂

Recensioni dei lettori

“Profumo d’Ottobre, d’amore e di guerra” di Annalisa Caravante, Self publishing. A cura di Monica Maratta

Un’altra bellissima recensione per Profumo d’Ottobre 🙂

LES FLEURS DU MAL - BLOG LETTERARIO

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Napoli sepolta nella guerra non aveva avuto un suo poeta né un suo reporter, perché per tutti era stato troppo difficile e sorprendente il sopravvivere all’arida tragedia di quegli anni per poterla subito fissare e prolungare in una memoria, in un diario.”

Nello Ajello, 1954.

 

E’ stupefacente come a molti anni dalla tragedia della seconda guerra mondiale, una giovane scrittrice napoletana, di ben altra generazione di quella che ha vissuto l’orripilante evento, sia riuscita con talento e maestria a dipingere in scene vive e toccanti lo spaccato di storia drammatica del capoluogo campano.

Il romanzo “Profumo d’Ottobre, d’amore e di guerra” scritto da Annalisa Caravante, non potrà lasciare indifferente il lettore. Racchiuso in esso c’è uno spaccato di storia preziosa da preservare, scritto non solo con la precisione di un saggio storico, ma con tutta la sensibilità che l’autrice possiede e che traspare pagina dopo pagina. Tra le…

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L’incontro tra Claudia e Vanni

L’incontro tra Claudia e Vanni

Una mattina mi alzai più assonnata della sera precedente, le altre erano già di sotto e mi lamentai perché anche quella volta avrei saltato la colazione. Ero un ghiro inguaribile. Dopo essermi preparata per la giornata, indirizzai lo sguardo verso la finestra e mi soffermai a osservare Capodimonte. Distrassi solo un attimo lo sguardo, quando qualcosa attirò la mia attenzione: un ragazzo attraversava il cornicione all’altezza della mia finestra. Aggrottai le sopracciglia e mi affacciai, mentre lui s’era già portato più avanti. Aggiustando gli occhiali, vidi che era alto e bruno e indossava la coppola. Lui s’accorse che qualcuno lo guardava e si voltò verso di me; restai folgorata dal suo sguardo, gli occhi erano neri, proprio come quelli di mio padre.

Uè, bambulella bella, che c’è? Ti ho spaventata? Scusami, non era mia intenzione. – mi disse.

Io non ho detto niente e comunque che cosa ci fai sul cornicione? – gli chiesi, mostrandogli l’altezza col dito. Lui guardò di sotto, poi sorrise e non potei fare a meno di ammirare la sua bella dentatura bianca che contrastava con la pelle arsa dal sole estivo.

Mi piaci, – commentò – un’altra al posto tuo avrebbe urlato. Qui sono tutte mocciose e fifone. Sei nuova? Non ti ho mai vista.

Sorrisi anche io. Mi sembrava tanto surreale parlare tranquillamente con un ragazzo attaccato al cornicione.

E infrangi spesso il regolamento per accorgerti che sono nuova?

Perché, esiste un regolamento?

Com’era simpatico e com’erano belli i suoi occhi.

Adesso scusa, – riprese – devo andare, altrimenti mi scoprono.

E dov’è che vai? Non ci sono le lezioni estive?

Bambolina bella, è luglio, con questo caldo me ne sto chiuso in aula? Me ne vado al mare. – mi strizzò l’occhio.

Al mare? Bello.

Lui socchiuse le palpebre, sembrava non credere alle mie parole; dopo un po’ continuò – Vuoi venire anche tu?

Lo ammetto, quella domanda mi sorprese e m’impaurì, però l’idea era buona per fare infuriare mio zio: Adele si sarebbe lamentata con lui.

Allora, bambulè?

Allora sì.

E brava! Vieni, ti aiuto.

Non avevo idea di dove si andava passando da lì, ma quando mi prese la mano e mi cinse la vita, per non farmi cadere, sentii che potevo fidarmi. La situazione era più pericolosa di quando mi arrampicavo sugli alberi e sebbene le chiome di questi ultimi ci nascondessero, qualcuno poteva sempre vederci.

Dopo poco arrivammo di fronte a un’altra finestra, lui mi guardò e mi chiese – Come ti chiami, cerasella?

Claudia.

Adoro questo nome, è il mio preferito.

Arrossii.

E tu come ti chiami?

Giovanni e per le belle ragazze come te, Vanni.

Cielo, è proprio lui!” pensai.

Entra prima tu e attenta a non fare rumori. – riprese.

Ma siamo ancora al terzo piano.

Sì? Dai, scherzo. In questa stanza c’è un passaggio segreto, delle scale di sicurezza che portano al cortile laterale, ma è chiusa a chiave, quindi, neanche tu dall’interno potevi entrare.

Feci come mi aveva detto; il passaggio c’era veramente e pochi minuti dopo eravamo su una via secondaria in discesa. Ci stavamo appena conoscendo e lui già mi teneva la mano, portandomi per i vicoli di Napoli.

Giungemmo a una spiaggetta di Bagnoli, alla fine della discesa Coroglio. Il mare era appena mosso e sbuffava nell’aria il suo odore brioso. Dalla battigia arrivava il vocio allegro dei bambini che giocavano a far schizzare l’acqua sul bagnasciuga. Delle barchette andavano verso Pozzuoli e di fronte a noi c’era Nisida, ovvero, Nesis, l’isola di Polifemo, con la sua bella campagna verdeggiante, piccolo paradiso terrestre.

Vanni si tolse la camicia e i miei occhi per poco uscivano fuori dalle orbite; poi cominciò a slacciarsi i pantaloni e spostai repentinamente lo sguardo da un’altra parte.

Allora, fragulè, non ti spogli? – mi chiese, ridendo. Non sapevo proprio come uscirmene, se mi avesse guardata in volto, avrebbe notato il mio imbarazzo.

Ti aspetto in acqua. – continuò, allontanandosi.

Mentre se ne andava, lo guardai: sembrava una statua greca tramutata in uomo. “Dio, cosa ci faccio qui, con un ragazzo che neppure conosco? Però, quanto è bello!” mi dissi, poi osservai il mio corpo e pensai che al suo confronto ero una sogliola: bassa, magra e senza seno. Mi avvicinai alla riva e molto lentamente mi tolsi l’abito, restando solo in biancheria. “E se stessi esagerando?” mi chiesi “Chissà papà cosa mi direbbe.”.

Misi il piede nell’onda che il mare aveva portato fino a me e rabbrividii. Vanni smise di nuotare e si voltò verso la riva per guardarmi. Che imbarazzo! Poi alzò il braccio e disse – Dai, Claudia, tuffati.

Portai avanti, esitante, anche l’altro piede e quando mi ritrovai immersa fino alla pancia, lui mi afferrò alla vita e mi tirò giù. Il freddo mi avvolse all’istante, l’acqua mi entrò dappertutto.

Che c’è? Ti sei avvilita? – rise Giovanni, attirandosi la mia contrarietà. – Per niente! – gli feci una linguaccia.

Nuotare mi aiutò a distendere i nervi, ma Vanni mi tormentava con i suoi scherzi: – Ecco il mostro degli abissi! – gridò.

Se se! – gli risposi e lui si buttò addosso, facendomi andare con la testa sott’acqua. Non faceva questo per provarci, lui era così: divertente, allegro. Nonna avrebbe detto pazzariello.

Nuotammo molto e quando ritornammo sulla spiaggia, ero esausta. Lui, invece, aveva la forza di un leone. Ci buttammo distesi sulla sabbia e osservai, esterrefatta, il suo profilo e i suoi capelli neri, ancora gocciolanti; non avevo mai visto un uomo così bello.

Sei di Napoli? – mi domandò.

Sì, certo. Be’, veramente sono greca, mamma era greca e io sono nata a Creta.

E dov’è che vivi?

Vicino al porto.

Non ti vedo come una collegiale. Non hai pensato alla punizione che ti daranno per essere uscita senza permesso?

Mmm… e che me ne importa? Anzi, più li faccio arrabbiare, più sono contenta. Tanto, peggio di come sto.

Vanni si mise sul fianco rivolto a me, poggiò il gomito sulla sabbia e mi guardò: – Perché parli così? Cosa ti è successo?

Il mio papà è morto e adesso lo zio ha la mia tutela. Solo che lui non vuole occuparsi di me, ha preferito chiudermi in istituto.

Sorrisi, fissandolo. I suoi occhi mi attraevano.

E tua madre?

Non ricordavo nulla di lei, la conoscevo solo dalle foto. I miei vicini ne avevano sempre parlato bene, mi avevano detto che era dolce e che amava dondolarsi sulla sedia, tenendomi fra le braccia.

Non me la ricordo, ero piccola quando morì.

Oh poverina. – esclamò Vanni, portandomi un ricciolo dietro l’orecchio.

E tu perché sei in istituto?

Per accontentare papà, ma ho quasi ventuno anni e sono indietro con gli studi. Poi, non ne ho per nulla voglia.

Alzai la testa dalla sabbia e lo fissai incupita. – Vuoi andartene? – gli chiesi, tremante. Mi portò tutto il ciuffo all’indietro e rispose – Se resti tu, resto anche io.

Ritrovai il sorriso e nascosi il volto dall’altra parte. Sentivo il cuore leggerissimo.

Fu così che io e Vanni ci conoscemmo. Adesso ci toccava la punizione e iniziava la mia vendetta contro lo zio e, sì, anche contro quell’arcigna della vicepreside.

Claudia e il suo papà

Claudia e il suo papà

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Buongiorno, amore mio. – disse lui voltandosi a guardarla, benché avesse avvertito da prima la sua presenza.

Buongiorno, papà.

Carlo restò a contemplare l’immagine di sua figlia: – Io rientro. – continuò – Di mattina l’aria è ancora fresca. Copriti bene, altrimenti ti viene il raffreddore e stai lì a lamentartene per giorni… E metti gli occhiali.

Devo aspettare il giovane del vino, papà, per dirlo ad Amanda, altrimenti Elena borbotta.

Carlo rise: – Elena non borbotta. Elena si arrabbia! – poi imitò la donna – In questa casa devo fare tutto io!… Mi raccomando, tesoro mio, non addormentarti sul davanzale. – il padre le strizzò l’occhio.

Ma papà, lo facevo da piccola, ora sono grande!

Una donna dal balcone di fronte rispose: – È vero, Claudia ora è una bella ragazza.

Carlo la ringraziò e dopo aver salutato, rientrò.

* * *

Amore mio! – Carlo agguantò le guance della figlia e le riempì di baci – Sei tutta la mia vita, lo sai. – la fissò negli occhi.

Sì, lo so, papà e tu sei tutta la mia! Mi mancherai tanto. Ma tanto tanto. Perché non vieni anche tu e rimandi il lavoro?

Non posso, lo sai che col mio lavoro bisogna rispettare le date. Mi raccomando, fa’ la brava.

Claudia lo avvolse alla vita e lo strinse forte, Carlo le accarezzò i capelli e le baciò la testa. Amanda fissò l’uomo con un cipiglio ammonitivo. Lei conosceva bene la sua Claudia, l’aveva cresciuta, sapeva che la giovane aveva compreso che qualcosa non andava.

E non mi tornare ingrassata! – il padre la prese in giro, sapendo quanto la figlia volesse mettere su un po’ di peso. Lei gli fece una linguaccia e salì di sopra per prepararsi.

(Da Il Profumo dei ricordi)

Il profumo dei ricordi

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