Traduzioni – lezioni di napoletano.

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Copertina Tersa

E se nel bel mezzo di un temporale fossimo colpiti da un fulmine che, invece di ucciderci, ci catapultasse su un altro pianeta?

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Traduzione n° 1. Massimo Troisi – La lettera a Savonarola. 

M. Ma pecché c’amma metter’ mmiez’a ‘sti ccos’, Saverio?

(Ma perché dobbiamo metterci in mezzo a queste cose, Saverio?

S. Ma perché sì, si può inventare anche qualcosa… che serve per il mondo, dai!… Mi dai il foglio scritto col conto della macelleria?!

M. Aret’ è bianc’, lo puoi scrivere cca, no?

(Dietro è bianco, lo puoi scrivere qui, no?)

S. E uno scrive al papa dietro ad un foglio con i conti della macelleria!

M. ‘O foglio bianc’!

(Il foglio bianco!)

S. Vuoi risparmiare… Dammi una penna!… Qui c’è la cartoleria a portata…

Allora…

M. M’arraccumann’, Saverio, con educazione, nun c’amma fa riconoscere, cercamm’ ‘e fa nu poco anonim’.

(Mi raccomando, Saverio, con educazione, non dobbiamo farci riconoscere. Cerchiamo di essere un po’ anonimi.)

S. E allora, dettala te la lettera!

M. Nu poco anonim’.

S. Eh così… vai!

M. “Caro Savonarola”

S. Aspetta, prima la data, no?

M. Frittole…

S. Quando sarà?

M. Quasi 1500.

S. Frittole, quasi 1500?

M. ‘O ssaje tu quant’ n’avimm’?

(Tu lo sai quanto ne abbiamo oggi?)

S. E che scrivi? Mandi una lettera a Roma, quasi 2000!?

M. E allora, miet’ “estate quasi 1500”. Is ‘o sape!

(E allora, metti “Estate quasi 1500.” Lui lo sa )

S. Allora… “Caro….”

M. No, aspiett’…

S. Savonarola…

M. Aspiett’ n’attim’…

(Aspetta un attimo!)

S. San… san…

M. Nun scrivere subbit’! (Non scrivere subito!)

S. San…?

M. “Santissimo Savonarola…”

S. “Santissimo.”

M. “Come sei bello!” per esempio! Comm’ si vulessem’ ricere…

(Come se volessimo dire)

S. “Santissimo Savonarola…”. Scriviamolo “come sei bello”

M. No no…

S. “Santissimo Savonarola, quanto ci piaci!”

M. …po se n’accorge… Scriv’!

(Poi se ne accorge. Scrivi!)

S. “…Quanto ci piaci a noi due…”

M. Almen’ se mett’ già ca sim’ seguace.

(Almenno scriviamo già che siamo seguaci)

S. L’esclamativo ce l’avranno?

M. Liev’… allor’ si nun se sape ca ce sta l’esclamativ’, mo cca scrive, “scusa le volgarità”

(Togli… Allora, se non si sa che c’è l’esclamativo, adesso qui scrivi…)

S. Scusa le volgarità?…. E che volgarità… Savonarola…?

M. E chill ogne ccos’ è peccat’! Ca ce miett’ ‘o punt’ esclamativ’ “Chi è sto’ cos’ qua? L’uomo con il puntino… Nuje ce mettim’ ‘e spalle ‘o ssicur’!

(E per lui tutto è peccato! Se qui metti il punto esclamativo “Cos’è questo coso? L’uomo con il puntino…”. Noi ci mettiamo con le spalle al sicuro.

S. “Scusa le volgarità”… Allora, mettiamo la freccia: “Questo è un esclamativo, non è una volgarità”

M. No no no “scusa le volgarità”… eventuali…

S. Eventuali perché?

M. Eventuali perché?… Eventuali cosinò… ‘A vuò scriver’ comm’ ric’ ij? Sì o no? Pecché cosinò chill’ dice “Allora perché m’hann’ scritt’ scusa le volgarità? Si nun ce stann’ volgarità, vuol dire ca vulevn’ esser’ volgar’ e nun ce so riuscit’?”… Volgarità eventuali!

(Eventuali altrimenti… Vuoi scriverla come dico io? Sì o no? Perché altrimenti lui dice “Allora perché hanno scritto scusa le volgarità? Se non ci sono volgarità? Vuol dire che volevano essere volgari e non ci sono riusciti?)

S. “Eventuali… Chi… c-come va?!”. No, come va nun ci ‘o mettim’. (No, “come va” non lo mettiamo)

M. Eh.. Savo… santissimo… noi non…

S. Lascia vivere Vitellozzo…

M. Lascia… lascia… Potresti lasciar vivere Vitellozzo?!

S. Vitellozzo…

M. Se puoi?

S. Savonarola!

M. Savonarola… Mo c’amma cercà ‘e spiegà pe’ bben’… Capito o no?… Pecché is fa acussì. Tutt’ è peccat’…

(Ora dobbiamo cercare di spiegare per bene. Capito? Perché lui fa così. Tutto è peccato!)

S. “Savonarola”… No ma anche dirgli che lui è proprio uno che…

M. E appunt’ pecché dic’…? Scriv’ “Savonarola…”

(E appunto, perché dicevo…? Scrivi!)

S. Savonarola

M. Savonarola

S. “Che c’è?”

M. “Eee… che è?”

S. “Che, oh!? Diamoci una calmata”. Come a dire tutti insieme.

M. Eh!

S. “Diamoci…”

M. No, no sul’ a is’! (No, non solo lui)

S. “Diamoci una calmata.. e… oh”

M. Miett’ ‘e par… “e” fra parentesi. (Metti le parentesi…)

S. “E… e, e…” acca “…oh”

M. Poi scriviamo scusa le parentesi.

S. Sì…

M. “E che… che… che… che… Che è? Qua par’ ca ogn’ ccos’, ogn’ ccos’ un’ nun se po’ mover’! E questo e quello… e pure per te… oh!” No? Oh!

S. Be’ sì… “Questo e quello…”

M. “Due persone… personcine. Noi siamo due personcine perbene.

S. Non facciamo male a nessuno.

M. “Che non farebbero male nemmeno a una mosca…”

S. “figuriamoci…”

M. “… figuriamoci a un santo come te”

S. “… figuriamoci a un santone come te”

M. …un santone come te… “Anzi…”

S. “Varrai più di una mosca!” No?

M. No, lascia sta, par ca ‘o miett’ in competizione… anzi…

(No, lascia stare, sembra che vuoi metterlo in competizione)

S. “Anzi…”

M. “Anzi” già spieg’ tutt’ cos’, che varrai più di una mosca…!

S. Ciao!… Eh…

M. No, no, no ca ce vo nu salut’ per bene… proprio cioè da peccatori umili… E capit’ o no? … “Noi ti siamo, cioè ti salutiamo con…”

(No, no no, qui ci vuole un saluto per bene…)

S. “Ti salutiamo con…”

M. “…con… come non sappiamo nemmeno…” No, aspetta… aspetta…

S. “Proprio siamo…”

M. Scriv’ “Ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi.” È proprio ‘o massim’ ra… (E’ proprio il massimo della…)

S. Sicuro?

M. Perché?

S. “Con la nostra faccia…”

M. Da peccatore… un’ fa ‘na penitenza. (Uno fa una penitenza)

S. “Sotto…”

M. “… i tuoi piedi. Senza chiederti nemmeno di stare fermo. Puoi muoverti!”.

S. Cioè, che vuol dire?

M. Cioè, ‘a faccia sott’ ‘e pier’ e is po’ cammenà… Accussì is penz’ proprio ca siamo due umili, è capit?

(Cioè, con il viso sotto i piedi e lui può camminare. Così lui pensa proprio che siamo due umili. Capito?)

S. Bellissima, bellissima immagine, con la faccia sotto i piedi. “E puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto”

M. E va be’… mo scriv’ tutt’a… (E va bene, ora scrivi tutta la…)

S. Va be’. “E noi zitti sotto”

M. Punto. E basta… “Scusa, scusa il paragone…”

S. Ah, la mosca…!

M. … e il frate. “Non volevamo minimamente offendere. I tuoi peccatori di prima…”

S. Prima di salutare…?

M. “…con la faccia dove sappiamo…”

S. Ormai s’è detto, cioè lui… “…con la faccia…”

M. “Due peccatori con la faccia dove sappiamo.”

Quante “e” ci sono in napoletano?

Tre.

La “e” congiunzione come in italiano, la “è” verbo come in italiano e infine la” ‘e ” apostrofata. Le prime due hanno lo stesso significato dell’italiano, la terza sta per la preposizione “di”.

“La maglia di tuo fratello” = “‘A maglia ‘e fratete”

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Stryx. Il marchio della strega e la sua autrice Connie Furnari

Buonasera amici lettori,  eccomi a voi con un’altra intervista. Oggi vi presento Connie Furnari e il suo romanzo Stryx. Il marchio della strega. Seguiteci perché le streghe di Connie vi stupiranno.

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Un’autrice molto attiva, Connie Furnari, nella sua biografia leggiamo che inizia ad inventare storie appena impara a scrivere e troviamo, infatti, al suo attivo un gran numero di opere, alcune liberamente visionabili sul suo sito www.conniefurnari.blogspot.it.

Si potrebbe definire il suo genere letterario come “fantasy”, ma è un fantasy più ricercato, studiato e appena complesso. Insomma, Connie non scopiazza, lei prende l’Urban Fantasy e il Paranormal romance e li fa suoi.

Conosciamo, allora, meglio l’autrice e il suo romanzo. 

Ciao Connie, benvenuta nel mio blog.

A. Ho letto che ti sei laureata in lettere presentando una tesi sul “racconto perturbante”. M’incuriosisce quest’aspetto del “fantastico” che influenza in modo diverso la vita degli altri. Ce ne parli brevemente?

C. È difficile spiegare in pochissime righe una tesi di laurea! In sintesi, il “perturbante” è innato in ognuno di noi, siamo tutti attratti dall’oscurità: iniziamo a subire il suo fascino già dalle fiabe dell’infanzia e le stesse paure si rispecchiano anche nella nostra vita da adulti.

A. Spieghiamo ai nostri lettori cos’è l’Urban fantasy? In che modo lo hai conosciuto e quando hai scoperto che è il tuo genere preferito.

C. L’urban fantasy, come dice la stessa parola, è un fantasy di ambientazione urbana, a differenza del fantasy puro, che invece proietta verso universi alternativi. Ho sempre saputo che era il mio genere, scrivendo ho compreso di saperlo descrivere meglio del fantasy classico. Mi piace narrare le gesta di personaggi inusuali come streghe e angeli, integrati con il nostro mondo.

A. Una domanda che si riallaccia al discorso della prima. Prendendo in esame la fiaba classica, quelle che i genitori raccontano ai figli: pensi che i loro personaggi, orchi, draghi e il famigerato lupo cattivo di Cappuccetto Rosso, con le loro azioni e le loro descrizioni, possano influire negativamente sulla psiche di un bambino?

C. Negativamente no. I personaggi oscuri attraggono i bambini perché vanno contro le regole, è l’eccitazione della trasgressione. È un modo per affrontare le proprie paure.

A. Ora veniamo al tuo romanzo: Stryx. Il marchio della strega. Sarah e Susan, due sorelle, due lati opposti della magia, che all’apparenza possono sembrare in contrasto, ma che a quanto pare, possono unirsi e combattere insieme contro lo stesso nemico. Qual è la forza che lega queste due sorelle?

C. Sicuramente un forte legame. Le sorelline sono le streghe più “vecchie” della Congrega, hanno affrontato molte prove assieme. Sono opposte ma complementari, come dico sempre, due generi opposti di donna. Oltre che alle piccole gelosie e dispetti, scontati tra sorelle, si vogliono un gran bene!

A. Le tue streghe rappresentano quelle dell’immaginario classico, non ti sei lasciata influenzare da contaminazioni estere. Si può dire che sono nostrane? C’è una qualche leggenda italiana a cui ti sei, anche se in parte, ispirata?

C. No, a nessuna leggenda. Io amo il folklore, quindi le mie streghe volano sulle scope e hanno corvi e gatti neri. Forse per questo Stryx ha avuto tutto questo successo, perché Sarah e Susan sono due vere streghe, nella forma arcaica del termine. Tutte le lettrici si possono identificare con loro perché sembrano anche normali adolescenti.

A. Spieghiamo ai lettori perché il tuo non è il classico libro sulle streghe?

C. Stryx è un romanzo metaforico, tramite una trama semplice e scorrevole illustra problemi attuali, come la violenza sulla donna. Ogni lettore può trovare similitudini con la propria vita, sia con Sarah che con Susan

A. Svelaci qualcosa che finora non è mai stato detto della trama.

C. Eheehhehe. Un piccolo anticipo sul seguito di Stryx: ritornerà Arthur, il primo amore di Sarah. Non vi dico come, ma ci saranno parecchi scontri tra lui e Scott, l’attuale ragazzo della nostre strega dai capelli rossi, nonché suo sosia… 😉

Grazie Connie.

Qui trovate la trama e la recensione del libro. Dal sito La Biblioteca di Eliza.

http://labibliotecadieliza.blogspot.it/2013/07/stryx-il-marchio-della-strega-di-connie.html

Link per l’acquisto:

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788897139041/Stryx_Il_marchio_della_strega/Furnari_Connie.html

L’autrice mette inoltre a nostra disposizione due sue opere:

Immagine

Moonlight

http://conniefurnari.blogspot.it/2013/10/moonlight-di-connie-furnari.html

Zelda cover di Connie Furnari

Zelda

http://conniefurnari.blogspot.it/2013/10/moonlight-di-connie-furnari.html

Per adesso è tutto, grazie e alla prossima.

Annalisa

Concorso di racconti, poesie, foto e disegni

Clicca qui  Liberatoria Magla

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Concorso di poesia, narrativa, disegno e fotografia

Cioccolatini? Fiori? Cenetta romantica? No! Noi lettori e lettrici per San Valentino vogliamo un libro!
Partecipa al concorso “Frecce d’inchiostro per S.Valentino” e vinci la pubblicazione in ebook!

Concorso:

Le categorie sono:

A) Fotografia (con eventuale didascalia) – giudice di riferimento: Loriana Lucciarini.
B) Racconti brevi (max 2 cartelle) – giudice di riferimento: Ginevra Wilde.
C) Poesie (max 60 versi) – giudice di riferimento: Marta Tempra.
D) Disegni – giudice di riferimento: Annalisa Caravante.

Tema: L’amore in tutte le sue forme: romantico, ma anche quello tormentato, quello disperato, materno, familiare, quello felice, il tuo amore personale, quello che non esiste…l’amore come lo vedi tu!

Come partecipare

Diventa fan di “Magla: l’isola del libro” e metti “partecipo” all’evento,
Condividi l’evento sulla tua bacheca
Invia il tuo lavoro (poesia, racconto, disegno o foto) alla mail indicata per la tua sezione nella copertina dell’album corrispondente. Le varie opere verranno poi suddivise in categorie e compariranno nella pagina in appositi album. È possibile partecipare con un solo elaborato per ogni categoria, per un massimo di due categorie diverse.
Contestualmente all’opera invia la delibera firmata che conferma la lettura e l’accettazione del regolamento (è possibile scaricare il modulo direttamente dalla pagina facebook Magla: l’isola dei libri).

Come si vince:

Verrà creato un album per ciascuna categoria, all’interno del quale verranno inseriti i singoli elaborati pervenuti per mail;
La votazione avverrà per numero di “like” ricevuti: verranno considerati validi solo i voti di chi ha precedentemente indicato “mi piace” a Magla: l’isola del libro.
Fra i primi 10 classificati in ogni categoria (fanno fede i voti ricevuti) la giuria di qualità (formata dagli organizzatori) selezionerà i 5 vincitori;
La giuria (a suo insindacabile giudizio) valuterà anche eventuali premi a “Menzione speciale” che saranno comunque inseriti di diritto nell’antologia ebook.

Cosa si vince:

Per i 1° di ogni categoria, i seguenti ebook:

Il cielo d’Inghilterra (L.Lucciarini) per la sezione A;
L’amuleto di giada (G. Wilde, Narcissus) per la sezione B;
L’istante tra due battiti (M.Tempra, Edizioni Arpeggio Libero) per la sezione C;
Il paese degli aghi di pino (A. Caravante, Corebook edizioni) per la sezione D;

Dal 1° al 5° posto (di ogni categoria): pubblicazione gratuita (comprensiva di impaginazione ed editing professionale) in apposita antologia, che verrà preparata successivamente alla chiusura del concorso. L’antologia verrà distribuita gratuitamente nei maggiori store online e siti di lettura.
Categorie poesia/racconti: i 10 selezionati avranno anche una recensione scritta dagli organizzatori. Categorie fotografia/disegno: i 10 selezionati verranno inseriti nell’antologia per corredare i testi; i primi classificati delle due categorie verranno pubblicati in Copertina (foto) e IV di copertina (disegno) dell’antologia stessa, con indicato il nome dell’autore.

Apertura concorso e scadenza

Il concorso parte il giorno 24 gennaio 2014 e rimarrà aperto dalla pubblicazione del bando fino alle ore 13:00 del 13 Febbraio 2014. Entro tale data i partecipanti potranno inviare i propri elaborati all’email indicata per ogni categoria (farà fede l’ora di invio email), Elaborati inviati dopo questo termine verranno pubblicati sulla pagina come fuori concorso in un apposito album, e non avranno quindi accesso alla votazione.
Il giorno 14 Febbraio 2014 verranno resi noti i nomi dei vincitori (classifica stilata in base al gradimento del pubblico e decisione finale a insindacabile giudizio della giuria),
Si può partecipare con un 1 solo elaborato per categoria, per massimo 2 categorie, da inviare esclusivamente alle mail indicate.

Trovi l’evento qui

https://www.facebook.com/events/237811033066569/?ref_newsfeed_story_type=regular

Concorso letterario LiberArti, per il vincitore un buono da 1000 euro.

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Buongiorno colleghi autori, oggi vi segnalo un concorso letterario che ritengo molto interessante e soprattutto gratuito.

Non solo non chiedono soldi, ma al vincitore viene assegnato un buono di 1000 euro per un viaggio. Il vincitore, più altri 9 racconti, scelti dai lettori e da una giuria, saranno inclusi in un’antologia che verrà distribuita gratuitamente.

Di seguito i dati del concorso.

Nome: Racconti per viaggiare, viaggi da raccontare

Editore: LiberArti Social Reader Writer Artist

Per chi: Autori italiani e stranieri maggiorenni, dopo la registrazione al sito.

Quote: Nessuna quota d’iscrizione.

Termine: Iscrizioni aperte fino al 30 Aprile 2014

Premio: Buono viaggio del valore di 1000 euro.

Regolamento completo: http://www.liberarti.com/schede.cfm?id=3416&regolamento_premio_letterario_racconti_per_viaggiare_viaggi_da_raccontare