Marta Tempra – prima tappa del Marte blogtour letterario 2014

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Buongiorno amici lettori e colleghi scrittori, oggi intervistiamo insieme Marta Tempra, autrice di Edizioni Arpeggio Libero. Prima di passare alle domande, conosciamo meglio Marta con la sua biografia, ma soprattutto con le parole di un’ospite che è intervenuta nella presentazione di questa prima tappa di Marta Tempra.

Do il benvenuto nel mio blog a Manuela Dessole, editrice di Arpeggio Libero.

A: Marta Tempra ha pubblicato con Edizioni Arpeggio Libero la sua raccolta di racconti “L’istante tra due battiti”. Né io né l’autrice ne parleremo, vorremmo lasciare a Lei il compito d’illustrare l’opera. Cosa ci dice di questa raccolta?

M: Grazie Annalisa, a me fa piacere essere qui! Faccio una breve premessa, il merito di aver scoperto Marta non è mio, va detto che al tempo fu mio fratello Fabio nonché direttore editoriale di Arpeggio Libero che, leggendo le varie opere su Meetale mi segnalò Marta. Io dopo aver letto un paio di racconti la contattai per proporle la pubblicazione prima che lo facessero altri. Detto questo, l’opera che vado ad illustrare è una raccolta di racconti semplici ma al tempo stesso intensi che toccano il lettore nel profondo. Spaccati di vita dove le emozioni hanno il ruolo principale nelle varie vicende.

A: Come trova lo stile di questa giovane scrittrice?

M: Lo stile di Marta è caratterizzato da una prosa fluida, a volte semplice e talvolta poetica, che non può lasciare indifferenti e coinvolge il lettore per la sua ricchezza emotiva. Spesso mi capitava di imbattermi in passaggi altamente emozionanti che oltre a farmi riflettere mi facevano dire “caspita, sono emozioni che tutti proviamo ma lei come fa a descriverle in questo modo” questo indubbiamente è talento!

A: Cosa ha catturato subito la sua attenzione?

M: La cosa che più mi ha colpita è questa sua capacità di descrivere l’essere umano e le vicende attraverso le emozioni, talvolta non vi è accenno a luoghi o tempo o addirittura a chi sia il protagonista della vicenda eppure sembra di vederli.

A: C’è un brano in particolare di cui vuole parlarci?

M: Diciamo che sceglierne uno è veramente difficile, il mio preferito è “Come una melodia”, ricordo che fu il primo che lessi, e le emozioni che mi regalò leggendolo è difficile scordarle.

A: Ha qualcosa da dire a Marta?

M: Che mi piacerebbe poter leggere un suo romanzo un giorno!

A: Un augurio per la sua carriera di scrittrice.

M: Le auguro di emozionare con la sua penna sempre più persone, perché Marta è un talento che non deve rimanere nascosto. 

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Recensione del libro L’istante tra due battiti Clicca qui

Biografia

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Marta Tempra, classe 1991, è l’ultima di cinque figli. Nasce e vive tra Viterbo e Roma, città in cui frequenta la facoltà di Ingegneria Energetica della Sapienza. Da sempre      appassionata di scrittura, porta avanti parallelamente all’attività scolastica quella letteraria, partecipando a concorsi e diffondendo via web i suoi lavori. Dice di sé: ‎”È questo che mi piace dare, quando scrivo. Ritratti di esseri umani, delle loro emozioni in un particolare momento. Rapide pennellate di vita. Istantanee dell’anima. Mi piace che quando si legge un mio scritto, non si chieda di cosa parla, ma di chi parla. “L’istante tra due battiti” è la sua prima raccolta di racconti.

Sotto con le domande 

 

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38 thoughts on “Marta Tempra – prima tappa del Marte blogtour letterario 2014

  1. Ciao! volevo dire a Marta che il titolo del suo libro è molto dolce,il racconto sui neonati mi è piaciuto molto, le volevo chiedere, come si è sentita quando hanno deciso di valorizzare la sua opera decidendo di pubblicarla?.

    • Salve Eleonora!
      Grazie mille per essere qui. Devo essere sincera? Quando ho ricevuto la prima mail, quella in cui mi si chiedevano degli elaborati per una valutazione, sono rimasta pietrificata. Per giorni non ne ho parlato con nessuno, quasi, per paura che il sogno potesse disgregarsi tra le mie mani.
      E quando poi è arrivata la proposta di pubblicazione con il contratto (era il giorno del mio compleanno, pensa un po’!)…beh, ho pianto. Lacrime di pura gioia. Un’emozione assolutamente indescrivibile!

    • Salve Antonio!
      Sì, i miei studi mi hanno portato su strade apparentemente divergenti da quella che è la mia passione, scrivere.
      Eppure sai, alla base di tutto c’è uno stesso spirito. La curiosità. La voglia di capire come funziona il mondo che abbiamo attorno, calarci in un meccanismo fino a capirlo nel profondo. I miei studi esplorano il mondo delle cose, la mia scrittura quella quello delle persone. E’ la doppia faccia di una medaglia!

  2. Il tuo libro Marta è bellissimo! Intenso, profondo, vibrante. Più storie, raccontate con attenzione e precisione. Mai banale o scontato. Trovo che tu sia sia un’autrice veramente di talento!
    Hai nuovi progetti su cui stai lavorando? Ci puoi dare un’anticipazione?

    • Ciao Loriana!
      Grazie, grazie davvero per il tuo commento. Il parere di una scrittrice e poetessa va tenuto in altissima considerazione!
      Prossimi progetti, assolutamente: stiamo mettendo a punto gli ultimi ritocchi della copertina della nuova raccolta, “L’estate dei bucaneve”, che uscirà entro marzo. Sarà un esperimento, perché per la prima volta mi cimento in un racconto lungo, con una trama più complessa e dei personaggi che si intrecciano. La seconda parte, “Impressioni”, è anch’essa sperimentale: ci saranno racconti di più generi, gioco un po’ con il lettore, tento anche qualche poesia. Come in un quadro impressionista, insomma, spero che le varie pennellate compongano un’unica immagine.
      Per il resto, ho in lavorazione un giallo un po’ speciale e addirittura uno storico a quattro mani!

    • Il processo d’immedesimazione nasce dalla testa e affiora poi in tutto il corpo. Cerco di calarmi completamente nel modo di pensare di una persona molto diversa da me, arrivo ad annullare ogni pensiero di Marta, la ragazza di ventidue anni, per essere in tutto e per tutto quella persona, arrivando a scoprirmi con espressioni addolorate nel descrivere un momento di dolore, a trovarmi con le lacrime agli occhi se il personaggio sta soffrendo, perdendo completamente ogni cognizione di spazio-tempo.
      Ecco perché i miei personaggi non hanno nome: dargliene uno li renderebbe “altri”, inevitabilmente separati da noi. Mentre quello che cerco di fare quando scrivo è proprio portare anche il lettore insieme a me in questo meraviglioso viaggio nella psicologia altrui.

  3. Quando scrivi un racconto sai già la storia “come andrà a finire”? Ciò che scrivi è frutto di pianificazione (in termini di trama, struttura, stile narrativo) oppure di improvvisazione (scrivi di getto)?

    • Assolutamente no. Come scrivevo più sotto, in genere vengo colpita da una persona, un’immagine, un paesaggio, e nella mia testa nasce una frase. Da quelle poche parole poi si costruisce un intero racconto, ma il tutto avviene senza che io possa decidere nulla: molti dei miei racconti li ho scritti senza sapere cosa sarebbe successo alla riga seguente.
      In pochissimi casi ho avuto in mente la storia fin dall’inizio, una folgorazione improvvisa del dipanarsi degli eventi: è il caso de “L’estate dei bucaneve”, il mio prossimo libro, che infatti sono curiosa di sottoporvi. 🙂

  4. Non so dire quale dei vari racconti mi sia piaciuto di più. Forse “con i suoi occhi”. L’ho trovato profondo, psicologicamente ben delineato, non banale. Come trovi l’ispirazione per le storie che racconti?

    • Ciao Loriana!
      L’ispirazione mi viene dal mondo che ho attorno: a volte mi capita di guardarmi intorno, vedere una persona, o un paesaggio, a volte anche solo un raggio di sole e nella mia mente nasce una frase. Da lì poi, in maniera quasi involontaria, prende piede l’intero racconto.
      Per “Con i tuoi occhi”, lo spunto è partito da una persona che conosco da tantissimi anni, ma che ha sempre un lato misterioso, che mi sfugge. E quindi mi sono messa nei panni di un uomo che si trovasse coinvolto in una storia con lei.

    • Ciao Annalisa! Ancora grazie per la bellissima sorpresa che mi hai organizzato. 🙂
      Credo che la mia vita e le mie letture siano state importantissime per costruire questa voglia di entrare dentro l’altro fino a capirlo in pieno.
      Sono nata in una famiglia numerosa, siamo cinque figli tutti vicini d’età, e fin da piccoli siamo stati abituati ad immedesimarsi nell’altro per comprendere le motivazioni di una zuffa o di una discussione.
      Questo sguardo “multiplo” poi si è andato acuendo quando ho iniziato a leggere, autori di tutti i tipi e di tutte le epoche. Hanno detto che chi legge ha la possibilità di vivere più vite, e credo che l’aver vissuto, virtualmente, in altre persone mi abbia aiutata poi a descriverle.

  5. Salve!!
    Intanto ringrazio tutti di essere qui. Soprattutto ringrazio tantissimo Annalisa e Manuela, che mi hanno voluto regalare questa bellissima sorpresa. Non me lo aspettavo!
    inizio subito a rispondere alle domande 🙂

    • Ciao Ginny! 🙂
      Beh, in realtà scrivere racconti non è stata una scelta, quanto una pulsione incontrollabile della mia penna. E’ lei a decidere, non io. Nella mia adolescenza, ho provato a scrivere romanzi (immancabilmente rosa, ahimè!) lasciandoli tutti incompiuti. Credevo di non essere capace a portare a termine qualcosa.
      Poi, un bel giorno ero in treno, ho iniziato a scrivere e quasi senza accorgermene è nato “Coming back to life”. E’ stato come se nel racconto breve finalmente avessi trovato la mia dimensione, la possibilità di esprimermi fino in fondo.
      Ho scritto racconti cortissimi o lunghi, ma non è mai stata una scelta: nascevano così. Ora sto cercando di pensare un po’ più in grande, ma senza forzature. 🙂

  6. I tuoi racconti sono davvero molto intensi e toccanti, ma quale è il tuo preferito o addirittura qualcuno di questi può considerarsi autobiografico? Complimenti e in bocca al lupo!

    • Ciao Mary, grazie per essere qui e per i complimenti. 🙂
      Tengo molto a tutti i miei racconti, perché fanno parte di me anche non riflettendo in toto la mia vita. Uno a cui sono particolarmente legata è “Coming back to life”: era nato come una lettera aperta a una persona che purtroppo non c’è più, poi ho sentito il bisogno di allontanarla un po’ da me, ho cambiato il protagonista e alcune parti della storia, ed è nato quel racconto. Ma ogni volta che lo leggo, rivivo il suo spirito iniziale e inevitabilmente lo sento più mio.

    • Rispondo qui, Mary. 🙂
      Per un autore non c’è niente di meglio che suscitare aspettativa!
      Tra pochissimo, il tempo di ultimare la copertina, uscirà la mia nuova raccolta, “L’estate dei bucaneve”. Conterrà un racconto lungo, che dà il titolo al libro, e poi una seconda parte in cui gioco un po’ con i vari generi.
      In via di stesura, invece, c’è un giallo introspettivo, uno storico a quattro mani e anche un romanzo vero e proprio. 🙂

    • Laura ciao! Grazie per essere qui e della bella domanda!
      Perché in effetti i miei racconti erano nati assolutamente slegati l’uno dall’altro, nell’arco di due anni di vita che coprivano la fine del liceo ed i primi anni di università. Sia io che il mio stile siamo cambiati molto, in quegli anni.
      Ed in effetti, non ho mai osato propormi a una casa editrice proprio perché ritenevo che quei raccontini slegati che avevo non fossero degni della pubblicazione come lo poteva essere un romanzo.
      Ecco perché sarò sempre grata ad Arpeggio Libero, nella figura di Manuela e di Fabio, per aver creduto in me ed aver sfidato il mondo editoriale anche con un prodotto che non era proprio il thriller mozzafiato di sicura vendita.

    • Beh, scrivere è la mia passione, è la mia vita e vorrei che un giorno potesse essere anche il mio lavoro.
      La pubblicazione è arrivata senza il mio intervento e mi ha lasciata incredula perché, come dicevo sopra, non me ne ritenevo degna. Non avevo contemplato la possibilità di proporre a un qualunque editore una raccolta di racconti.
      Ed in effetti, un editore qualunque non l’avrebbe pubblicata. Ma Manuela Dessole non è un editore qualunque, e con Arpeggio Libero ha deciso di dar voce solamente al merito, senza guardare le mode del momento o il genere “di punta”. Ecco perché ho per loro un affetto e una stima davvero infiniti.

  7. Ciao Marta, io non ho ancora letto il tuo libro, l’ho comprato a Natale per regalarlo ad un’Amica e non gliel’ho ancora dato perché sono sempre più curiosa di leggerlo prima (prometto che non lo imbratterò con le mie sottolineature e glielo porgerò immacolato)!
    Dunque, in bocca al lupo per il secondo libro, un abbraccio e a presto!

    • Ciao Moka!
      Fiera di averti fatto ritardare tanto un regalo di Natale! 😀
      Spero il libro ti possa piacere, e anche alla tua amica! Magari quando è uscito il secondo facciamo la famosa presentazione nella tua bella Svizzera!
      Un abbraccio anche a te!

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