Tersa

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Un detto recita “Sappiamo dove siamo nati, ma non dove moriremo” e descrive in modo perfetto la vita di Elisabetta Zaccaro.

Lisa pensa di pianificare tutto il suo futuro ed è convinta di vivere sempre nella sua città: l’ama e per niente al mondo l’abbandonerebbe. Al raggiungimento della maggiore età frequenta il quinto anno del liceo artistico, terminato il quale, vorrebbe iscriversi alla facoltà di lettere: crede che nella vita bisogna provare tutto.

Lisa è molto bella, ha gli occhi castano scuri e i capelli neri e lunghi; in passato ha studiato danza e ha mantenuto un fisico snello e perfetto nelle forme.

A leggere queste prime righe, sembrerebbe la normale vita di una ragazza un po’ indecisa e pianificatrice, ma qualcosa non andrà come lei ha programmato, anzi, nulla sarà come lei ha immaginato.

“Lisa non avvertiva il suo corpo, ma vedeva la luce ovunque spostasse gli occhi ed era tutto ciò che riusciva a fare. Forse, pensava, non aveva più un corpo visto che l’unica cosa che percepiva era il solo movimento delle palpebre. “Sono morta!” si disse.”
Tersa: le avventure di una diciottenne catapultata in un altro mondo.

Recensione di “Tersa” sul blog “Cancelli di carta”

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