Scrivere un libro: la trama e l’ambientazione

La trama e l’ambientazione

Il quadro e la cornice 

Articolo scritto da me per il blog Magla: l’isola del libro

Immagine

Con la trama ci addentriamo in una fitta rete di argomenti che possiamo trattare nel nostro libro. Ma nessuna paura perché la trama è strettamente legata a ciò che vogliamo raccontare.

Se cerchiamo sul sito della Treccani o in un qualsiasi vocabolario, troviamo la seguente definizione:L’intreccio, la linea essenziale di svolgimento dei fatti più importanti che costituiscono l’argomento di un’opera narrativa, teatrale, cinematografica o televisiva…

Ciò potrebbe spaventare chi si appresta a scrivere per la prima volta, ma spesso, anche chi ha già delle produzioni alle spalle.

Ecco come risolvere la questione.

All’inizio di ogni libro c’è sempre un’idea di base, la storia che vogliamo narrare, ma la paura che spesso prende uno scrittore alla prima bozza, è la struttura con cui verrà raccontata la vicenda, ossia l’intreccio dei fatti: la trama.

La prima cosa da fare è un bel respiro, poi bisogna tenere sempre sotto controllo la nostra idea. Da qui s’innescano le tecniche personali che inizialmente sono fondamentali per renderci più sicuri nella stesura.

Abbiamo diverse tecniche con cui ci si può approcciare alla composizione e che si possono scegliere liberamente.

– Tecnica 1 – Preparazione iniziale

Come prima cosa bisogna documentarsi storicamente e geograficamente perché la nostra storia deve avere un’ambientazione temporale e geografica e non bisogna mai sorvolare su questo perché oltre a dare spessore all’opera, lo studio ci dà argomenti con cui arricchire la nostra idea di base e renderla quasi reale. Ma tutto ciò non bisogna pensarlo durante lo studio, rischi di credere di dover fare tutto insieme e quindi ti viene l’idea di abbandonare. Ricorda che tutto si fa con un passo alla volta e se sei costante, avrai i risultati sperati. Inizialmente devi solo prendere appunti e immagazzinare informazioni. Quando ti siederai a scrivere per stendere la prima bozza, vedrai che magicamente ciò che hai studiato, ti aiuterà nell’intrecciare, appunto, la trama.

– Tecnica 2 – Descrizione della struttura

C’è chi per varie ragioni ha bisogno di tenere costantemente la struttura dell’opera sotto controllo, quindi, si rende in questo caso necessario costruire lo schema del libro: Titolo, numero capitoli, breve riassunto, descrizione personaggi, numero di pagine, riassunto storico, dati geografici.

Ma la sequenza e la posizione dei veri punti è personale.

Questo schema può aiutare soprattutto chi si dedica a più cose e ha bisogno di ricordare i vari passi già fatti e conoscere quelli da fare ancora.

– Tecnica a improvvisazione:

Proprio perché non siamo tutti uguali, alcune persone a leggere le prime tecniche potrebbero sviluppare un rifiuto verso quanto detto. Allora si può, in questo caso, scrivere a improvvisazione e consiste nello scrivere tutte le idee che abbiamo senza dati storici e geografici alla mano. Tranquilli, nessuno ci corre dietro, a volte le idee scalciano e dobbiamo dare loro lo spazio che meritano. Qualcuno potrà dire che così si riportano inesattezze, che è disordinato e che produce lavoro in più. Non è così. Alla stesura della prima bozza con la seguente tecnica, lo scrittore si sente più sollevato perché ha una buona parte del lavoro già fatto. Si sente così più leggero e avrà l’animo giusto per documentarsi e non gli peserà cambiare delle cose o aggiungerne o toglierne altre, perché il libro è lì già scritto.

Ovviamente in tutti questi casi, terminato il libro, bisogna riporlo per qualche mese e poi rileggerlo. Questa fase è molto consigliata perché è la parte in cui ci si rende conto di alcuni errori che potrebbero esserci nel testo.

Tuttavia un romanzo avrà una trama completa nelle seguenti riletture quando ti verranno nuove idee.

L’ambientazione

Abbiamo già accennato a questo argomento che non è assolutamente da mettere da parte. Un libro deve essere coerente soprattutto per quanto riguarda l’ambientazione sia storica che geografica perché è l’ambientazione che ci fa evitare strafalcioni, incongruenze e la trascrizione di notizie false: ad esempio utilizzare per una strada il nome attuale, mentre ai tempi della nostra storia era un altro. Oppure ci evita di usare vocaboli nel discorso diretto che non esistevano nell’epoca storica trattata o nella località messa in scena.

Studiare bene l’ambientazione può essere, come già accennato, una ricca fonte di notizie che ci daranno altre argomentazioni da riportare nell’opera.

Sperando di aver sciolto un po’ di dubbi

A presto

Annalisa

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