Prima tappa del blogtour “Il segreto sotto la grande quercia”.

cork-oak-73991_640“La via s’infittì di arbusti e di alberi, costringendomi a rallentare il passo e a stringermi forte la mantellina per riscaldarmi. Frusciai silenziosa tra gli alberi come una piccola volpe e, alla fine, la vidi. La Grande Quercia.”

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Buongiorno amici del blog, come state? State andando al mare o preferite trascorrere la vostra vacanza facendo ciò che più vi piace? Io l’ho trascorsa fra il mare e la lettura, e “Il segreto sotto la grande quercia” di Aurora Bardi è stato il libro che mi ha tenuta incollata alle pagine per tre giorni consecutivi. Ho scritto, quindi, una recensione per farvi conoscere il libro e ringraziare l’autrice delle emozioni che mi ha regalato con la sua opera. In questo nuovo articolo troverete invece l’intervista. 

La recensione la trovate cliccando Qui

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Oggi ho l’onore di ospitare Aurora Bardi nel mio blog e di essere la prima a intervistarla.

Nelle note biografiche dell’editore troviamo poco e quindi ho deciso di dividere questa primissima tappa di Aurora in due parti: la prima ci farà conoscere l’autrice, la seconda il suo primo ed emozionante romanzo. Ovviamente aspettiamo soprattutto le vostre domande, nei commenti a quest’articolo.

Aurora Bardi, classe 1994, ama l’arte e in particolar modo la letteratura.

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Benvenuta Aurora nel mio blog.

1. La prima domanda la rivolgo ad Aurora “lettrice”: c’è un autore in particolare o un genere preciso che preferisci leggere?

A: Da grande divoratrice di libri, cerco di non precludermi niente. Leggo praticamente qualsiasi genere, senza pregiudizi, oltre che per piacere anche per imparare a scrivere. Ma, se proprio devo scegliere su che “scaffale” dirigermi, punterei dritto verso quello dei Grandi Classici: Tolstoj, Dostoevskij, Fitzgerald, Jane Austen, Shakespeare … E, fra questi, ho un’adorazione viscerale per le sorelle Brontë.

2. Quando e come hai scoperto la tua passione per la scrittura?

A: La mia passione-amore per la scrittura è praticamente nata con me. Non c’è stato un momento di rivelazione particolare, ma una graduale presa di coscienza di me stessa. Già dalle scuole elementari adoravo scrivere, qualunque cosa. Poi alle medie ho cominciato a scrivere le prime piccole poesie. Comunque, è nel periodo della primissima adolescenza che ho finalmente compreso a pieno che la scrittura sarebbe stata la mia vita.

3. Hai delle persone che ti sostengono? Quanto conta per una giovane autrice avere il supporto della famiglia? Pensi che sia fondamentale?

A: Sicuramente devo molto a diverse persone che mi hanno sostenuta in questo mio cammino. Forse è proprio grazie ai miei primi “fans”, se così posso chiamarli, se io ho continuato a scrivere. I primi a seguirmi sono stati gli insegnanti. Ho avuto la fortuna di trovare alcuni maestri e professori molto capaci e comprensivi che, ancora prima di me, mi hanno capita ed indirizzata verso la scrittura. Dopodiché, ci sono state le prime lacrime di amiche colpite dai miei lavori, reazioni che mi hanno convinta ancor più a proseguire. Più di tutti, però, è la mia famiglia a sostenermi in ogni mio passo. Sembra banale, ma sono proprio quei piccoli messaggi di interessamento, stima e sostegno che fanno di una piccola sognatrice, un’autentica scrittrice! Ritengo che sia stato importantissimo e bellissimo avere al mio fianco queste persone, sia per la mia vita personale sia per quella letteraria. Che poi sia o non sia fondamentale per uno scrittore essere seguito e appoggiato, non lo so per certo. Per me credo proprio lo sia stato.

4. Hai altre passioni?

A: Ho tantissime passioni! Più di quante possa veramente seguire! Purtroppo il tempo è molto limitato e la mia priorità va sempre allo studio, alla lettura ed alla scrittura. Ma, fra le altre cose, amo l’arte in generale: la musica, il cinema, la fotografia. Ho una strana passione per la mitologia classica, il mondo fantasy, la cucina, la pallavolo, i viaggi e tantissime altre cose. Troppe probabilmente, ma credo di avervi elencato le principali! 

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“Quella notte non riuscii a chiudere occhio. Fuori dalle mie finestre, un forte temporale imperversava nel cielo nero come carbone. Quel temporale mi ricordò momenti del passato che non mi appartenevano più, momenti che avrei dovuto dimenticare” 

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5. Come è nata l’idea di scrivere “Il segreto sotto la grande quercia”?

A: “Il segreto sotto la grande quercia” è nato durante l’estate dei miei diciassette anni. In quel periodo, alla tv, avevano trasmesso un film ambientato nell’epoca settecentesca-ottocentesca, un periodo storico che mi ha sempre molto affascinata insieme a tutto ciò che lo riguarda. Così, in una calda sera, ho cominciato a dar sfogo all’ispirazione. Ho cominciato a scrivere, senza pensare troppo alla trama. Ho creato dei personaggi, in particolare quella che sarebbe stata poi la protagonista, ed affezionandomi a loro, ho continuato a scrivere. Da qui ne è nata una storia.

6. Spesso in ogni personaggio, un autore racchiude un po’ della sua personalità: in cosa Aylinn è uguale a te e in cosa non lo è?

A: Questa è una bellissima domanda! Confesso che me l’aspettavo e che anche io me la sono posta più volte, soprattutto durante la stesura del testo. Aylinn mi somiglia molto per il suo spirito ribelle e un po’ selvatico, per la sua vena polemica, coraggiosa e un po’ folle e romantica. L’ho voluta creare a mia immagine e somiglianza nel mio spirito romantico, ma le ho anche voluto dare un’identità propria, un libero arbitrio che io non avrei vissuto allo stesso modo. Aylinn è un po’ il mio alter-ego e molti l’hanno notato e me l’hanno fatto notare, ma non è un’autobiografia. Io, infatti, credo di essere molto meno coraggiosa e forte di lei, ma anche meno debole per altri versi.

DSC_6331   “Quel pomeriggio restai fuori, in giardino, fino al calare del sole. Le parole di mia madre mi avevano turbata”

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7. Aiden, questo bambino che sembra timido e impacciato, che diventa uomo sicuro di sé e forte. Per descrivere la sua psicologia, che poi muta con il tempo, ti sei ispirata a qualcuno o è un personaggio che si è plasmato durante la stesura delle pagine? Pensi che Aiden rappresenti soltanto un ideale di uomo o credi che esistano ancora uomini capaci delle stesse azioni del tuo personaggio?

A: Aiden è un personaggio che non ho faticato molto a descrivere, perché è come se lo avessi sempre avuto dentro di me. Lui rappresenta il mio ideale di uomo e di persona, il mio immaginario di amico e compagno perfetto ed imperfetto insieme, un compagno complementare ed opposto alla mia Aylinn. Per plasmare la sua psicologia, prima infantile e poi adulta, mi sono lasciata guidare solo dal desiderio di come avrei voluto che fosse, crescesse e poi lo vedesse Aylinn. Pur sapendo che è un personaggio utopico e romantico, ancora credo e spero che qualcuno di molto simile a lui possa esserci: qualcuno in grado di mutare la propria sorte, dotato di grande forza di volontà e grandi valori. Anche se è difficile crederlo.

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8. In alcune pagine si legge il tormento di Aylinn per la continua ricerca della felicità, felicità che lei vede nella libertà. Trovo la descrizione di questi passaggi più che reali, mette il lettore di fronte ai suoi stessi atteggiamenti in situazioni simili. Pensi, senza svelarci cosa, che in qualche modo Aylinn abbia trovato la sua libertà? Come la definiresti?

A: Il tormento di Aylinn desideravo proprio che fosse struggente, che tormentasse il lettore fino ai suoi dolori più reconditi. Desideravo porre l’attenzione sulla mancanza di libertà e su quel senso di soffocamento che, per forza di cose, per un motivo o per un altro, tutti abbiamo provato ed abbiamo presente. Quello che poi è il filo conduttore di questa storia è proprio il segreto, quello sotto la grande quercia, che porterà la fedeltà alla libertà ed all’amore di Aylinn al punto di svolta. Tutta la trama è densa della ricerca di questa felicità e di questa lotta ed, alla fine, arriva la morale. Perciò, la risposta è sì: Aylinn arriva alla felicità e, in un finale apparentemente “triste” per alcuni, raggiunge la consapevolezza. Un po’ ambiziosamente, volevo che il fantomatico segreto sotto la grande quercia fosse la metafora del segreto della libertà e della felicità.

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“… fuori dalla casa degli orrori… Le lacrime mi inumidirono gli occhi… La criniera di Luna, i miei capelli e il mantello venivano spinti e mossi nella stessa direzione… mi sembrava di poter volare, di poter diventare un tutt’uno con il vento…”

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9. Dal ‘700 a oggi la vita delle donne è cambiata: mostraci un lato positivo di questo cambiamento e un lato negativo.

A: Fortunatamente, la condizione sociale della donna è cambiata e migliorata molto dal ‘700 a questa parte. Infatti, tutte le lotte che la protagonista del mio romanzo, simbolo di tutte le donne in catene, ha dovuto affrontare sono l’emblema della condizione in cui erano costrette le donne a quei tempi. Sotto questo punto di vista, è facile notare il lato positivo della condizione femminile dei nostri giorni: la libertà che abbiamo oggi sarebbe un miraggio per la giovane Aylinn! Ciononostante, il lato negativo è che questa libertà è sconfinata fino a debellare ogni limite ed ogni pudore. La donna dei giorni nostri è libera, questo è vero, ma comunque sfruttata ed umiliata spesso dalle sue stesse mani! La libertà è sconfinata in una realtà in cui è fondamentale spingersi sempre un po’ oltre il confine. Da un limite troppo rigido, siamo sprofondate in una società in cui non ce n’è affatto.

10.Ci sono altri progetti a cui ti stai dedicando?

A: Attualmente mi sto dedicando a racconti brevi per la partecipazione a diversi concorsi letterari nazionali. Parallelamente, è già da un po’ che sto lavorando a tre nuovi romanzi. Ho cercato di buttarmi di più sul fantasy in alcuni di questi ultimi lavori, in altri mi manterrò su spazi più comuni e realistici. Ancora non so se saranno questi o altri i prossimi ad essere pubblicati, queste cose è sempre difficile stabilirle a priori, ma io continuo comunque e con passione a lavorarci. Per me stessa, le storie che premono sempre e per chi vuole leggermi.200892085159_y1pMIU7uc1ytDVMiesYuZMzxFrNOjvIXo3Y5RGiK_4VadeR3uP61ibfA1WMdz71JT11aBqyCMhzB5A

Ed eccoci giunti alla fine della mia intervista ad  Aurora. Sono proprio curiosa di sapere voi cosa domanderete all’autrice. 

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46 thoughts on “Prima tappa del blogtour “Il segreto sotto la grande quercia”.

  1. Aurora Complimenti sinceri! Hai tante passioni che ci accomunano fra tante i miti la scrittura e i viaggi, che bello. Sei davvero giovanissima eppure hai già pubblicato un libro in cartaceo. Come è stata la tua esperienza con l’editoria tradizionale? Cioè prima di incontrare il tuo editore modello quali esiti hai avuto nella tua ricerca? Consigli ai giovani come te di tenere duro e credere sempre nei propri sogni?

  2. Ciao Aurora, mi è molto piaciuta la lista degli autori di riferimento, intanto complimenti! Ho visto che hai fatto un gran lavoro per la realizzazione di questo romando, dimmi, quanto ti è costato in termini di fatica, documentare e creare tutto il mondo che ruota attorno ai personaggi principali?

  3. Ciao Giusy! Innanzitutto grazie per i complimenti!
    Io ho provato con diverse case editrici prima di Arpeggio Libero. Molte mi hanno risposto positivamente, ma purtroppo a pagamento! Purtroppo, la realtà dei piccoli scrittori esordienti è questa, una continua lotta!
    Io consiglio ai giovani scrittori come me di non mollare me, di fare la “gavetta” e non demordere mai! Si comincia pian piano e, con un pizzico di fortuna, e tanto impegno, si può farcela! 🙂

    • Condivido in pieno! Certo quelle a pagamento, ti diranno sempre di sì. La gavetta è fondamentale per ogni cosa credo. Tanti auguri per il tuo libro.

  4. Ciao Loriana! Grazie!
    In termini di tempo, la stesura del testo è durata nove mesi (proprio come una gravidanza :D).
    In termini di fatica, invece, è inquantificabile. Nottate intere a scrivere, pur dovendomi alzare presto per andare a scuola. Ma, soprattutto, la fatica morale e psicologica è tanta.
    Ci sono dei momenti da “pagina bianca” allucinanti durante la scrittura di un romanzo. Soprattutto la psicologia ed i tormenti dei personaggi. Ho dovuto sentire su di me il loro tormento per scriverlo.
    Comunque ne sono uscita e credo proprio ne sia valsa la pena!

    • Ciao Silvia! Grazie!
      Io ho un rapporto forte con il periodo settecentesco-ottocentesco.
      Ho adorato i romanzi delle Bronte e di Jane Austen. Per me è un periodo pieno di fascino, bellezza. Ma anche tanta ipocrisia e ambiguità!
      Credo che sia il mio secolo, quello a cui mi sento più vicina e in cui vorrei aver vissuto.

  5. Ciao Aurora, innanzitutto complimenti, artista a tutto tondo visto che non so se qualcuno lo ha detto (e se sì me ne scuso mi è sfuggito) anche la bellissima copertina del tuo libro è stata disegnata da te! Volevo chiederti qualcosa in più sul progetto del fantasy: fantasy di che tipo con che ambientazione? grazie

    • Ciao Fabio! Grazie mille!
      Riguardo al Fantasy, cerco di spaziare moltissimo. Non pongo limiti: dalla mitologia classica al folklore moderno.
      In questo periodo sto scrivendo un fantasy un po’ particolare. Nessuna creatura particolare e soprannaturale,, solo un mondo parallelo con un tempo fuori da quello comune e misurabile. Una storia ambientata completamente fuori da ogni schema insomma, difficile spiegarla in due parole 🙂

      • Grazie!
        Esistono già generi simili, purtroppo è difficile trovare un’idea assolutamente nuova, però si può spaziare all’interno della mitologia e del fantasy. Io intanto ci provo, poi vedremo cosa ne salterà fuori, anche perché è un progetto ambizioso e per cui bisogna studiare un po’ prima di metterlo in atto.
        Spero che vi piaccia comunque il prossimo che scriverò. 🙂

  6. Anch’io come Fabio vorrei sapere un po’ di più sul tuo progetto fantasy, dato che è un genere che piace tanto anche a me 🙂

  7. Ciao Aurora! vedo con piacere che abbiamo gusti simili e questo mi ha fatto incuriosire, insieme alla recensione.
    vorrei chiederti, se potessi viaggiare nel tempo, ti piacerebbe vivere in un luogo come quello dei tuoi personaggi? o magari proprio al loro fianco?

    • Ciao Alessandra! Assolutamente sì!
      Io ho vissuto accanto a loro mentre scrivevo, inventavo e rileggevo il libro. 🙂
      E l’ho fatto proprio perché lo desideravo tanto. Mi sarebbe piaciuto davvero tantissimo indossare corpetti e gonne lunghe, andare a cavallo e cose di questo genere, scrivere con una penna d’oca… Ma… Forse mi mancherebbe troppo Internet ed il computer! 😀

  8. Mi aggancio anche agli altri precedenti post: scrivi anche un fantasy e un romanzo contemporaneo.. quindi oltre a lettrice onnivora sei anche scrittrice poliedrica! 😉 Scrivere generi differenti cambia il tuo modo di “viverti dentro” la storia? Cambi tecniche di lavoro per la stesura dei romanzi?

    • Sì, cambia completamente la mentalità dello scrivere. Questa cosa di dedicarmi a più generi, a storie molto differenti, è una mia caratteristica. Forse sto solo cercando ancora il mio spazio e la mia identità, o forse no. Forse è questo spaziare senza limiti il mio campo.
      Io vivo dentro tutte le storie che scrivo e, naturalmente, cambiare scenari e personaggi radicalmente cambia molto anche il mio modo di vivere la storia. Ciononostante, devo dire che non cambia nulla dal punto di vista emotivo. La storia, se mi prende, a prescindere di che natura, mi trascina e mi cattura sempre con la stessa forza. Allo stesso modo, anche il mio stile, pur modificandosi per necessità tecniche, rimane il mio. Lo stesso insomma.
      In poche parole, sono le storie a comandare me! 🙂

      • Questo è esattamente ciò che si intende quando si dice che “lo scrittore prima vive le storie dentro di sé e poi le racconta sulla carta”! In questo concordo con te, anche io quando scrivo mi immedesimo totamente negli stati d’animo dei protagonisti, tanto da viverli nella mia testa come se fossero parti di me! Ma, invece, ero curiosa di sapere se per la stesura del testo, cioè nelle fasi della narrazione e della strutturazione della trama, utilizzi tecniche differenti o se il tuo metodo di lavoro rimane lo stesso, anche se si tratta di generi diversi tra loro.

      • Il mio stile, a livello generale, rimane lo stesso. Proprio per il fatto che la mia scrittura è un po’ come il mio modo di pensare e di strutturare i pensieri, quindi è il mio “marchio” personale.
        Ma credo che si modifichi un po’ a seconda del genere della storia. Ad esempio, sono molto più lenta e riflessiva in un genere romantico. Molto più rapida ed istintiva in un fantasy.
        Comunque, io sono io, si capisce subito – per chi mi conosce – che è la mia penna! 🙂
        Spero di averti risposto meglio.
        Purtroppo mi ritrovo ad improvvisare tanto, quando scrivo, quindi mi è difficile andare a ritroso ad indagare sul mio stile. 🙂

  9. Ciao Giovanna!
    Che dire… Ho provato un’immensa gioia. Hai presente di quelle che non ci riesci a credere, guardi e riguardi per avere conferma, per poi scoppiare in lacrime.
    Beh, qualcosa del genere!
    Posso dire che è stato uno dei momenti migliori della mia vita. Una di quelle grandi soddisfazioni che ripagano da sforzi e disavventure.
    Ho salito il primo gradino, ma in quel momento, non avevo la sensazione di avere una lunga scala ancora da salire.

    • Avendone scritto interamente e pubblicato solo uno, il primo, sono per forza legata a questo (Il segreto sotto la grande quercia).
      Però sono molto legata anche a quelli che sto scrivendo adesso che spero, con una maturità diversa, siano venuti ancora meglio del primo.
      Una cosa che pochi, forse nessuno sa (e svelo in anteprima :D) è che sono anche molto legata al mio primissimo romanzo, cominciato a quattordici-quindici anni. Mai portato a termine, ma che forse un giorno potrei riprendere in mano, perché è forse quello che mi ha fatto amare l’idea di scrivere.

  10. Altra domandina…. giuro che è l’ultima: come sei riuscita a pubblicare con una casa editrice? Cosa hai fatto per farti notare? C’è qualche consiglio che puoi dare agli scrittori che sono in cerca di pubblicazione?

  11. Ciao di nuovo Loriana 🙂 Figurati, puoi scrivermi tutte le domande che vuoi.
    Non ho fatto niente di che per farmi notare. Ho mandato il pdf del mio romanzo a diverse case editrici. Molte mi hanno risposto e fatto offerte, alla fine ho scelto Arpeggio Libero.
    Mentre, per le altre pubblicazioni, ho partecipato a concorsi letterari nazionali e, quelli che ho vinto o a cui sono stata selezionata, mi hanno permesso di pubblicare dei racconti in alcune raccolte.
    L’unico consiglio che, vista la mia giovane età, mi sento di dare a chi vuole intraprendere la strada della pubblicazione è: non cedere alle case editrice a pagamento, se possibile. Meglio che qualcuno creda in te e nel tuo lavoro, essendo disposto a rischiare di tasca propria. Molte, infatti, sono le case editrici che sfruttano i sogni e le ingenuità di tanti aspiranti scrittori.
    Se volete farvi notare, secondo me, la cosa migliore sono i siti di auto-pubblicaizone online, le case editrici non a pagamento e la partecipazione a qualunque concorso letterario salti fuori. 🙂

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