Scrivere un romanzo. Fase 1

Immagine 043

Nell’immagine Birichinate di Antonio Borghesi

Dal blog In Nomine Artis, il mio articolo su come scrivere un romanzo.

Buongiorno amici e lettori di In Nomine Artis, ringrazio Annarita e Viviana per questa nuova collaborazione e spero di condividere con Voi tante belle cose e informazioni utili.

Io sono Annalisa e da oggi scriverò degli articoli che ci accompagneranno in uno splendido viaggio, quello della composizione e pubblicazione di un romanzo. Fino a giungere ad una presentazione.

Vorrei brevemente motivare il nome di questo primo articolo. Esso si rifà alla filosofia di Epicuro, la quale sostiene che la verità non è ciò che vediamo, ma ciò che sentiamo. La verità è quella che sentiamo sia vera, possiamo conoscerla attraverso le nostre sensazioni, le sensazioni più della conoscenza non possono mentirci, in quanto, è l’interazione fra il nostro spirito e il mondo. Da qui è nato questo pensiero: e se ciò che scriviamo, arriva da un mondo parallelo a quello materiale e noi siamo solo un veicolo per la sua manifestazione? Scopriamolo insieme.

Prima tappa: la bozza

Vi sarà capitato più di una volta di sentire o leggere che per scrivere un romanzo ci sia bisogno di uno schema, di uno studio accurato e di tecniche di scrittura. Ciò potrebbe aver demoralizzato molte persone, non per mancanza di volontà, ma bensì perché, mentre ci si dedica a quanto menzionato, la nostra idea occupa man mano un posto meno rilevante e il pensiero di dover fare tutto insieme ci scoraggia. Ecco, il mio intento è liberarvi da tutto questo e portarvi comunque alla scrittura di un libro. Precisiamo, è vero che tutti possiamo scrivere, ma è soprattutto vero che ci vuole passione, impegno e costanza. E mai, mai andare di fretta.

Partiamo pertanto dall’idea.

Abbiamo un’idea, bene, scriviamo gli appunti come se già stessimo stendendo il nostro romanzo. Scriviamo quindi “Capitolo 1” e tutto ciò che ci viene in mente, lo riportiamo sul foglio (che sia cartaceo o word). Da qui si aprono due strade: o si continua fino alla fine annotando solo le idee o ad un certo punto ci fermiamo e ciò che credevamo difficile, (schema, studio, tecnica ecc.) ci sarà naturale. Quindi, in questo secondo caso prenderemo notizie e continueremo.

Se, invece, senza uno schema e lo studio sentiamo di non poter iniziare, allora con calma e costanza provvediamo a questi elementi. Partiamo in questo caso da una base più solida, ma sarà sempre opportuno in seguito, verificare di nuovo i dati e magari (tecnica suggerita dal mio editore) scrivere accanto alla parola “Capitolo” ciò di cui vogliamo parlare nel capitolo stesso.

In entrambi i casi ci ritroviamo alla fine con una bozza. Rileggendo la bozza ci faremo tanti “complimenti”: sì, è detto in forma ironica perché i nostri commenti saranno “Ma cosa ho scritto?… Cosa volevo dire?… Ma guarda che errore… La trama è noiosa” ecc. Cose che ci fanno venir voglia di togliere tutto da mezzo. Ma è normale! Cosa pensavamo, che alla prima stesura fosse già un capolavoro? Di sicuro lo è nella nostra testa, perché lo vediamo già finito, ma sulla carta non è finito anche se siamo giunti alla fine della bozza.

Quindi nel prossimo articolo, vi darò suggerimenti su come continuare.

Buone pagine a tutti, che siano di lettura o scrittura.
Annalisa

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