E Cheddonna fu!

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Proprio oggi il mio computer ha deciso di fare i capricci e ho dovuto organizzare il tutto su quello del mio compagno, che in queste quasi due ore dovrà farne a meno perché l’ho sequestrato ahahahah (Risata maligna).

Sono particolarmente contenta di ospitare Chiara Pesenti, perché quando iniziai a leggere i suoi racconti, appassionandomene tanto e subito, non sapevo che li avrei ritrovati tutti in un libro e pubblicato dal mio stesso editore.

Ed ecco la mia copia 🙂 Chiara non sa, ma l’ho iniziato a leggere in auto mentre l’elettrauto caricava la batteria alle 8 di mattina sul Lungomare di Napoli.

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Copertina a cura di Francesco Agosti

Ma iniziamo subito con una breve introduzione, poi l’intervista, alla fine della quale potete intervenire con le vostre domande. Chiara sarà online con noi dalle 17:30 alle 19. Per le domande che arriveranno dopo, avviserò io l’autrice in un secondo momento. 

L’ironia è un’arte quando la si fa con classe, e Chiara Pesenti ce lo ha dimostrato nel suo libro “Il mondo di Cheddonna”: un libro che è uno spasso dal primo rigo all’ultimo, dove s’intrecciano verità quotidiane con battute di pura gaiezza.

Irriverente con garbo, sottilissima, ma pungente, Cheddonna ha il fascino della sobrietà ed è tutta piena di sé. Bella e intelligente. Tutta casa e amiche, ma… divertente da non mollare il volume per nulla al mondo! Per ridere, ridere e ridere ancora. Incontrerete personaggi come Lastregadisopra, L’inquietantevicinodicasa, Quelverme, Tuttasuopadre, Miomarito, IlPrincipe, Losplendido e tanti altri. Già a leggere la presentazione dei personaggi vi divertirete, garantito.

Ma com’è nato questo libro? Dovete sapere che Il mondo di Cheddonna è approdato come prima tappa sul sito mEEtale, una comunità di lettori e scrittori, dove, sotto mentite spoglie, ma non troppo, girovaga, a volte rumoroso, a volte silenzioso, Fabio Dessole di Edizioni Arpeggio Libero ed è stato proprio lui a contattare Chiara per la pubblicazione del libro e io ho contattato lui, chiedendo che cosa lo ha colpito de “Il mondo di Cheddonna”: l’originalità. Ed è effettivamente così. Ma attenzione, in questo libro l’autrice tratta anche tematiche che riguardano molto da vicino il nostro mondo, che per l’originale modo di rappresentarle, restano impresse nei ricordi.

E ora L’Intervista all’autrice 🙂

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  1. Ciao Chiara e benvenuta nel mio blog. Leggiamo dalla biografia… un marito, quattro figli, due cani e due tartarughe… direi Cheddonna! … Ma mi viene da chiedere, quando trovi il tempo di scrivere?

Ciao, Annalisa! In effetti il tempo per scrivere non è moltissimo, anche perché cerco di farlo quando sono sola, per non rubare spazio alla famiglia e al lavoro. Per fortuna hanno inventato il tele-lavoro e ciò mi permette di ritagliare delle ore per la scrittura quando i ragazzi sono a scuola.

  1. Cosa dà ad una donna sposata e madre, concedere del tempo anche a sé stessa?

Credo sia fondamentale regalarsi del tempo, anche poco, per stare bene con sé stessi e non perdersi nei mille impegni di ogni giorno. Per farlo bisogna rinunciare ad avere il controllo su tutto, imparare a delegare qualcosa, a costruire “reti” di aiuto reciproco con altri genitori e a chiudere gli occhi su una casa imperfetta e, spesso, su quella che io chiamo “cucina di sussistenza”. Per fortuna i miei sono molto tolleranti, su questo!

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  1. Hai una passione sfrenata per i libri. Quale genere preferisci leggere e quale libro ha lasciato un’impronta importante nel tuo cuore?

Principalmente romanzi, anche se con Pirandello ho scoperto la bellezza dei testi teatrali. Quando un autore mi conquista cerco di leggere tutto ciò che ha scritto. È stato così per Calvino, Hesse, Marquez, la Allende, Pennac. Amo molto anche autori come Saramago, la Mazzantini e la Mazzucco. Ultimamente leggo spesso autori poco conosciuti, perché mi incuriosisce tutto ciò che è nuovo. Il mio libro “del cuore”, però, resterà sempre “Il piccolo principe” di Antoine de Saint Exupery, una fiaba trasversale, che ha il pregio di parlare, a diversi livelli, a piccoli e grandi. Pensa che lo colleziono in tutte le lingue del mondo e, per ora, ne ho una trentina di edizioni, perfino in dialetto meneghino!

  1. Prima di addentrarci nel mondo di Cheddonna, hai scritto altro?

Da giovane scrivevo poesie piene di pathos, che oggi mi fanno un po’ sorridere. Crescendo ho scritto essenzialmente racconti brevi, alcuni seri, a volte drammatici, altri più ironici, sullo stile di Cheddonna, appunto.

  1. “Il mondo di Cheddonna” è il tuo libro d’esordio. Come è nata Cheddonna, da cosa hai preso spunto?

Cheddonna è un personaggio nato inizialmente come lo stereotipo di un certo tipo di donna radical chic, snob e un po’ prepotente che mi trovavo spesso a frequentare e da cui volevo in qualche modo prendere le distanze. Piano piano, però, scrivendo di lei, ho imparato ad amare alcuni dei suoi difetti, e a scoprire lati del suo carattere sorprendentemente contraddittori. Non dimentichiamo che l’unica a prendersi cura della nonna ultranovantenne è proprio lei!

Gli spunti per scrivere le sue avventure arrivano spesso dalla realtà o da racconti di amici; qualche volta dall’attualità.

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  1. Quale tematiche affronti nelle avventure quotidiane di Cheddonna?

Al centro delle avventure di Cheddonna c’è l’ “umanità” in tutti i suoi aspetti relazionali e sociali; attraverso i suoi occhi vengono analizzati, col filtro dell’ironia, i rapporti tra moglie e marito, quelli tra madre e figlio, le piccole rivalità tra sorelle, le relazioni con i vicini di casa, ma anche tematiche più serie come l’educazione dei figli, la diversità , l’integrazione, il mobbing, la separazione e la vecchiaia.

  1. Quanto c’è di te in lei? E le tue amiche sono anche un ottimo spunto?

La Cheddonna dei primi racconti, come dicevo prima, era molto diversa da com’è ora, era più un “tipo” che una persona. Nel corso degli anni e dei racconti, la sua personalità è diventata più complessa, proprio perché composta dai tratti di molte persone reali e, proprio per questo, credo che ora sia più facile riconoscersi in lei. In alcune delle sfaccettature del suo carattere, spero non quelle peggiori, c’è sicuramente anche un po’ di me. Per quanto riguarda le mie amiche, e in generale le persone che mi stanno intorno, vale ovviamente la frase “ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale”, anche se, pensandoci bene, ho trovato su internet una maglietta con la scritta “Sono uno scrittore, tutto quello che dici o che fai potrebbe essere usato in uno dei miei racconti” e pensavo di indossarla quest’estate…

  1. Progetti in cantiere?

Ho cominciato da qualche mese a scrivere un romanzo, che potrei definire “psicologico”, se non detestassi le etichette di qualunque tipo e, contemporaneamente, continuo ad aggiornare il blog di Cheddonna; chissà che, prima o poi, non esca anche il secondo volume delle sue avventure!

Grazie Chiara e ora divertitevi a torturarla con mille domande.

* * * 

E se nel bel mezzo di un temporale fossimo colpiti da un fulmine che, invece di ucciderci, ci catapultasse su un altro pianeta?

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42 thoughts on “E Cheddonna fu!

  1. Ciao Chiara! Felicissima di porti domande in attesa di leggere il tuo libro. Qual è il potere dell’ironia? Io credo che sia quello di far riflettere, ancora con il sorriso sulle labbra, sulle contraddizioni nostre e altrui. Che ne pensi?

  2. Tutti gli episodi di Chedonna che ho letto su meetale, mi hanno divertita ma anche fatto riflettere a volte. Riuscire oggi a far ridere o sorridere il lettore, non è facile, ma ce n’è molto bisogno. Quindi da lettrice, ringrazio Chiara per i momenti di spensieratezza e gli faccio i miei auguri per il libro. Brava . . .Che donna!!!

  3. Ciao, Emma! Sono d’accordo, l’ironia è un mezzo per dire cose serie senza diventare pesanti.Non per nulla gli antichi romani dicevano “ridendo castigat mores”! Ma io credo anche che l’ironia sia un modo per filtrare ciò che viviamo, allontanandocene quel tanto che basta per guardarlo con occhi diversi.

  4. La quotidianità offre spunti interessanti per scrivere, bisogna avere la bravura di coglierli. Quali sono i luoghi o le occasioni più ricche di ispirazione per te?

  5. Ciao Chiara e complimenti per l’antologia, del mondo di Cheddona ho apprezzato l’ironia e gli spunti di riflessione. C’è un racconto al quale ti senti particolarmente legata, tra quelli pubblicati nell’antologia?

  6. Un grande saluto a Chiara e a Annalisa 🙂 Chiara la mia domanda per te è questa: qual è la caratteristica che ami di più in Cheddonna? Il mondo che hai creato è davvero singolare e divertentissimo, sembra di avere davanti a sé i personaggi mentre si legge 🙂 Ti faccio tantissimi complimenti per tutto 😀 E ti mando anche un grosso abbraccio 🙂

  7. Ciao Chiara. Cosa ne pensi se paragono “Il mondo Cheddonna” alla collezione delle strisce di Mafalda (id est: un “romanzo destrutturato”) o a delle vignette di satira, mai offensive, sempre garbate ma “spietate” nell’analisi e “crude” nei giudizi, che trasmettono -proprio come la bella satira- pensieri articolati su piani diversi: uno più immediato e divertente ed uno più nascosto e tale da suscitare il pensiero e la riflessione in chi sta di fronte. Io penso che gli episodi de Il mondo di Cheddonna siano un po’ così, come una vignetta tratteggiata da parole e non da disegni, ma abbiano della satira la stessa originalità e, proprio perchè intelligenti e rispettose, la stessa forza dissacrante. Un’altra considerazione: ci sono vignettisti bravi a disegnare e altri un po’ meno; io ritengo tu sia molto brava a disegnare con le parole l’umanità, non solo per quanto nel complesso scrivi, ma proprio per alcuni “passaggi”, alcune frasi, alcune righe, appostate a rendere atmosfere, sentimenti, situazioni, sparse qua e là nel tuo “romanzo destrutturato” e che -davvero- mi lasciano stupito dalla tua capacità di giocare con le parole e che non hanno nulla da invidiare alle descrizioni di grandi scrittori.

  8. Innanzitutto complimenti, per il libro (che non mancherò di leggere!) e per come gestisci questo con la tua famiglia. Tra tutti i bellissimi libri ed autori che hai letto, c’è stato qualcuno che ha influenzato il tuo lavoro o che pensi lo influenzerà in modo particolare?

  9. Ho letto e apprezzato l’intervista e provo lo stesso a fare, in mostruoso ritardo, la mia domanda a Chiara.
    L’origine di Cheddonna legata al blog spiega la struttura narrativa per episodi brevi- E’ una formula magica che funziona perfettamente anche nel libro, senza mai annoiare. Però sono curiosa di scoprire se vedremo mai Cheddonna in un format diverso, ossia non a episodi. Questo ritmo è il suo marchio di fabbrica, ma Cheautrice è una ragazza che ama sperimentare. Sarà differente il volume 2?
    Complimenti ad Annalisa e Chiara

    • Ciao, Violaliena, e grazie di essere passata! Bella domanda… Ho pensato, in passato, all’ipotesi di fare di Cheddonna la protagonista di un romanzo vero e proprio, ma sono giunta alla conclusione che non sarebbe la stessa cosa, proprio perché le sue avventure sono nate come brevi flash, strisce o vignette, come è stato detto, e perderebbero qualcosa se avessero una diversa struttura. Inoltre, se mai dovesse esserci un secondo volume, sarebbe tratto dal blog, che è in costante aggiornamento, dunque ne manterrebbe la struttura. Sto, però, pensando e scrivendo (moooooolto lentamente!) un romanzo, che con Cheddonna non c’entra. Quello sì, potrebbe essere un nuovo esperimento! Ciao!

  10. Ciao Chiara e ciao Annalisa (passo anche io in super ritardo… )! Bellissima intervista! Io mi chiedevo la stessa cosa di Violaliena perciò ora dico solo che fin dalla prima lettura ho trovato Cheddonna e il suo mondo davvero irresistibili. Da leggere assolutamente! Complimenti ancora a Chiara per il suo libro e ad Annalisa per l’intervista! 🙂

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