Un’emozionante recensione per Profumo d’Ottobre

Un’emozionante recensione per Profumo d’Ottobre

Quando si fanno certi nomi, da napoletana mi emoziono, soprattutto se accanto c’è un mio lavoro.
Orgogliosa di essere napoletana
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il 27 settembre 2016
Ho atteso con impazienza questo libro perché il suo “prologo” si era interrotto quasi bruscamente nel bel mezzo di un evento doloroso. L’attesa è stata premiata. Ancora una volta Annalisa Caravante, con il suo fraseggio semplice ma efficace, ha preso per mano il lettore portandolo dentro la vita di Claudia, di Vanni, di Betta di Matt e di tutti gli altri personaggi che rendono l’opera quasi corale perché tutti sono tessere indispensabili di un bellissimo puzzle. Il lettore si ritrova nel cuore di Napoli con i suoi odori, la sua musica i suoi suoni i suoi rumori e tra i vicoli senti gli echi di delle voci di Di Giacomo, di Serao e di de Filippo.
La prima parte, pur parlando di “tempeste adolescenziali” e tristi vicende familiari, procede con pacatezza, poi con l’incalzare delle cruente vicende belliche anche la narrazione diventa più concitata e travolgente senza nulla perdere in chiarezza. Il racconto però, pur diventando più duro perché la guerra è dura e spietata, lascia spazio a sentimenti positivi come l’amore, la solidarietà la dignità. Così mentre il bombardamento tragico del famoso Munasterio ‘e Santa Chiara squassa il cuore, il lume di speranza acceso dalle gloriose quattro giornate, ci fanno credere che si è vero “addà passà ‘a nuttata”.
Ora Annalisa tocca a te di rinfocolare questa fiammella andando avanti con la storia perché ancora una volta ci ha lasciate col fiato sospeso e no non può finire così!
BRAVISSIMA PICCERÈ
Il prologo di cui si parla nella recensione, è Il profumo dei ricordi
Profumo
Serena giornata
Annalisa

Commenti su “Il profumo dei ricordi”

profumo dei ricordi

 

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il 12 luglio 2016
Ho scaricato questo libro perché sono rimasta colpita dalla copertina, sicuramente diversa ed originale rispetto a quelle che siamo ormai abituati a vedere in commercio. Ho dato cinque stelle perché mi è piaciuto tantissimo. Mi ero ripromessa di leggerne poche pagine alla volta ma, ahimè, non mi è stato proprio possibile. Una volta iniziato, non sono più riuscita a smettere! E’ stata un’emozione unica, dalla prima all’ultima pagina! Una storia coinvolgente, emozionante, a tratti “dura”, per chi, come me, grazie a Dio non ha vissuto sulla propria pelle lo strazio e la devastazione della guerra. Sono stata letteralmente catapultata indietro nel tempo, in un mondo fatto di profumi, ricordi, immagini, sensazioni, valori che trovo siano andati perduti e che dovrebbero essere in qualche modo ricuperati dalle nuove generazioni. Mi è piaciuto molto lo stile della narrazione, che ho trovato molto incalzante, grazie al coinvolgimento dei vari personaggi e da stralci di diario riportati durante la narrazione. Scelta davvero originale! Mi complimento, inoltre, con l’autrice per la bravura nello riuscire ad affrontare con tanta bravura un tema così delicato. Non vedo l’ora di leggere il seguito. Lo consiglio davvero a tutti! Bravissima Annalisa!
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il 24 luglio 2016
L’autrice ha un grande talento nell’evocare immagini,suoni e profumi d’epoca, denotando una profonda ricerca storica ma anche e soprattutto emotiva. L’atmosfera familiare della casa, i dialoghi tra gli amici di Carlo, l’innocente visione del mondo di Claudia che inizialmente si fonde con quella di Fenni all’inizio della sua missione di crocerossina e che poi va a contrapporsi con le esperienze dolorose della guerra. Un romanzo corale e intenso, interessante per le note storiche, profondo per le sensazioni che vengono esaltate anche dalla scelta della formula diaristica in molti punti del romanzo.Finale in parte sospeso, lascia la voglia di continuare col prossimo lavoro, dove l’autrice, come anticipato nell’epilogo, getterà un ponte tra le due guerre che hanno cambiato il volto dell’umanità.
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il 25 maggio 2016
Cover indicatissima per un racconto stupendo di cui spero di poter leggere la continuazione. La guerra terminata e quella incombente danno da sfondo a quest delicata storia d’amore: un’oasi di pace tra tante brutture. Aspetto ora di conoscere il destino di Claudia che spero altrettanto felice dei genitori che purtroppo hanno goduto di un tempo troppo breve dopo tante sofferenze.Lo stile dell’autrice è perfetto come già ho avuto modo di costatare in altri suoi scritti.
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il 27 settembre 2016
Ho letto con piacere questo romanzo che parla della breve e intensa storia d’amore tra Fenny e Carlo durante la prima guerra mondiale. Il romanzo è molto delicato e ci parla della difficile vita al fronte dei soldati italiani, assistiti dal personale medico e dalle crocerossine, senza mai cadere nel tragico. Il profumo dei ricordi è ben scritto e lo consiglio a chi è nostalgico, ama il periodo storico narrato e i bei ricordi d’amore.
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il 6 giugno 2016
La storia d’amore, ambientata durante la prima guerra mondiale, viene rievocata prima che inizi la seconda. L’amore è fra una crocerossina cretese e un ufficiale napoletano. Scritto abbastanza bene, ma un po’ frammentario; c’è qualche errore e refuso.
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il 13 maggio 2016
Feedback del romanzo: “Il profumo dei ricordi” di A.Caravante
Il, ormai non più giovane, Carlo De Sanctis conduce una normale esistenza nella grande e cosmopolita Napoli, reduce dal primo conflitto mondiale. In lui vivono i ricordi di quei giorni a cui a preso parte insieme a moltissimi giovani. Purtroppo in trincea, la possibilità di ferirsi era all’ordine del giorno, ed anche Carlo non si risparmia questa esperienza. Così, viene ricoverato presso l’ospedale degli Incurabili, dove incontra la crocerossina greca, Fenni. I due si innamorano ed in seguito alla guerra si sposano. Dalla loro relazione nasce la piccola Claudia che, in poco tempo resta orfana di madre. Ed è proprio a Claudia che è dedicato il racconto, frutto delle memorie di Carlo e dei suoi amici, affidati alla penna del nipote Marcello, compagno inseparabile di Claudia. Libro dalla lettura piacevole, scritto in maniera semplice ma accurata. Molto ben descritte le scene riguardanti la guerra, le ambientazioni e le situazioni dell’epoca. Curati anche i personaggi, che avvincono il lettore alle vicende descritte. Una valutazione complessiva di quattro stelle su cinque. Un encomio particolare lo riservo a Tatiana Sabina Meloni per la realizzazione della cover che ha catturato la mia attenzione ed incuriosendomi mi ha avvicinata a questa lettura appassionante. Brave Tatiana ed Annalisa!
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il 23 settembre 2016
Nulla di attraente nel racconto che scorre fluido ma che non colpisce il lettore con qualcosa di particolare: sono le storie di guerra che possono ormai solo più colpire chi le ha vissute.
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Su Youcanprint
Monica Maratta – 26 Agosto 2016 Recensione verificata
Le pagine di questo libro catturano a tal punto che ne ho letto la metà in una sola volta. Complimenti all’autrice per l’atmosfera dal sapore romantico e antico, per la delicatezza dell’amore narrato.Sullo sfondo la tragedia della guerra mondiale.
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2 valutazioni su Kobo
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Segnalazione libri: “Alba” di Cosima Cannatella

Buongiorno 🙂

Stanotte sarà pubblicato il terzo e ultimo volume della trilogia Epomea di Cosima Cannatella: “Alba”

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SINOSSI

Quando la vita di Giulia e Lorenzo si riduce a un incubo, l’unica cosa che possono fare e’ cercare una soluzione per ritrovare la serenià. L’ispettore Manfredi, burbero ma protettivo, traccia le linee di sorveglianza per la loro incolumità, ma l’abilita’ del male va ben oltre la sua immaginazione. Inoltre, quanti sono, adesso, a volere la vita di Giulia e Lorenzo? E perché?

 

La trilogia è composta dai seguenti volumi:

Ipomea: Moonflower    Media recensioni 4.4 su 82

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Ipomea: Moorning Glory       Media recensione 5.5 su 37

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Ipomea: Alba (Domani il link)

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Alla prossima

Annalisa

Ritorna il mio primo romanzo: Il segreto degli aghi di pino

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Il segreto degli aghi di pino

SINOSSI

Giulia e Andrea appartengono a due mondi diversi: lei è nobile, lui è un operaio, la gente lo chiama “Il figlio del diavolo”, ma questo non impedisce ai due d’innamorarsi. Il destino è purtroppo contro di loro; nella Napoli che affronta le difficoltà del primo dopoguerra, la vita li separa. Per dimenticare il suo grande amore, Giulia si dedica agli orfanelli, sposa un “cavaliere biondo” e vive felice. Ma è proprio così? La vita dei protagonisti s’intreccia con le storie della gente di Napoli in un periodo in cui l’inquietudine, provocata dai conflitti sociali, agita l’Italia. Dai popolari Quartieri Spagnoli fino all’elegante Riviera di Chiaia, il lettore attraversa tutta la città, fino a essere immerso nell’esaltazione della festa di Piedigrotta. (Si sconsiglia a un pubblico under 16)

Link Amazon

Recensione: “Le dee del miele” di Emma Fenu

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Titolo: Le dee del miele

Autore: Emma Fenu

Editore: Milena Edizioni

Link al libro

Sinossi da Amazon 

“Le Dee del miele” è una storia, ispirata alla realtà, che si snoda attraverso tutto il Novecento, ambientata in una Sardegna intrisa di mito e memoria. In tale contesto, in cui si fonde un universo parallelo di spiriti, fate e demoni, spetta al mondo muliebre vegliare sulla vita e sulla morte.Le protagoniste sono, infatti, quattro donne: Caterina e Lisetta, fanciulle che non si conoscono, ma che diverranno consuocere; Marianna, figlia adottiva di Lisetta; e Eva, figlia di Marianna. Sono creature diverse fra loro, per ceto sociale e vissuto, ma legate dai fili del destino fino a divenire parte l’una dell’altra, tramite un cordone ombelicale di sangue, luna, farina, miele, mistero, esoterismo e agnizioni.Sarà Eva a riannodare il filo rosso di mestruazioni, parti e aborti delle sue antenate e a scoprire il vero segreto del “dono” di famiglia.Questa è, dunque, una storia di Donne. Donne madri, forti come Dee, capaci di rinascere dopo infinite eclissi. Donne mamme, lune piene, dolci come miele. Dee del miele.

RECENSIONE 

Le Dee del miele sa di profumi persi, di quel tempo, a noi tanto caro, che sembra già troppo lontano, tanto magico e intessuto di ricordi fanciulleschi. Quei piccoli tabù, silenzi che nuocevano dentro ma che fortificavano, quei “no” senza appello che ti spingevano a cercare il futuro con una pazienza serena, a cercarsi nella vita e negli altri in una comunione di attese e progetti.

Tutto questo per dire che Le dee del miele mi ha riportato nel passato, nel tempo di quando ero bambina perché ripercorre il ‘900: il Novecento di cui abbiamo vissuto la fine dicendogli addio con rimpianto.

Siamo in Sardegna, una Sardegna che prende in questo libro la memoria e la magia di una nazione, facendoci riscoprire, e scoprire a chi non ha vissuto quegli anni, un mondo fatto di tradizioni, che sapeva di casa, di mani sporche di lavoro, di sacrifici e amore. E sì, l’autrice ci mostra come non bisogna andare tanto lontano per riscoprire il sapore del quotidiano e della famiglia.

Le protagoniste sono quattro donne, Caterina, Lisetta, Marianna ed Eva. Quattro donne lontane e vicine. Separate e unite e che ci fanno percorrere un lungo cammino, dal passato al presente e che riannoderà le vite delle quattro. Non è un mondo facile il loro. Neppure oggi lo è, ma le dee del miele hanno vissuto in un’epoca sorretta ancora da equilibri fragili, dalla vita che si metteva in discussione giorno dopo giorno, quando le scelte avevano un peso ben maggiore.

È un romanzo che o si apprezza subito o no perché non ha fretta, spinge a volte le pagine in un narrato infinito per poi chiuderti in un turbinio di emozioni. Uno stile che richiede gran coraggio. Un linguaggio di altri tempi; diversamente, avrebbe perso parte del suo fascino.

Non resta che leggerlo 🙂

Complimenti all’autrice.

A. Caravante