Megara e Sebeto

Megara e Sebeto

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Osservavo la chioma folta dell’albero sotto il quale mi ero distesa, persa nell’abbandono del riposo giovanile, quello che non ha fretta, che giunge all’estremo per assaporare meglio il disfacimento delle energie. Poche ore prima aveva piovuto e ora l’odore pungente del sottobosco risaliva pizzicando il naso.

Odio i calzini, soprattutto quelli lunghi e bianchi, odio l’insalata, i cetrioli e il viso di topo dell’insegnate d’italiano. – dissi, osservando il ragno che faticosamente intrecciava la tela fra i rami. Benedetta scorse con l’indice sulle righe nere di un libro: – E ora devi dire cosa ti piace.

Vanni!” pensai. Il cuore iniziò a battermi disordinatamente, facendomi accaldare e sudare.

Allora? Non dirmi che non ti piace nulla! – m’incalzò Betta. Lasciai il ragno alla sua laboriosa attività e spostai lo sguardo sulla mia amica. Il capo biondo, appena inclinato verso destra e l’iride pulsante di luce, colpirono la mia attenzione. Benedetta afferrò il nastrino che usava a mo’ di segnalibro e chiuse il volume. Della polvere svolazzò, lasciando le pagine.

Mi piacciono i maccheroni1 della Domenica, il profumo della carta, suonare il pianoforte, ascoltare gli uccelli e le battute di Carmine e Maurizio. E anche il vino!

Il vino?

Il vino.

E quando lo avresti bevuto?

Quando sono stata nella stanza dei ragazzi. Lo rubarono al giardiniere.

Claudia, mica ti hanno fatta ubriacare per approfittare di te?

Mi misi seduta, spalancando la bocca; una ciocca nera mi coprì il volto. – M-ma cosa dici? – borbottai.

Un respiro affannoso e passi pesanti interruppero quella stupida conversazione.

Oh mamma, non ce la faccio più. Ora muoio, muoio di sicuro! – Maurizio ansimava con una mano al petto.

Ma sei giovane. – Betta commentò quell’affermazione sventolando la mano in alto.

Ho vinto io, primo! – esclamò Carmine, correndo da noi.

Ma cosa dici? Sono arrivato prima io. – bofonchiò Maurizio.

Ti sbagli, il punto di arrivo è qui, ti sei fermato prima.

Non è vero, era qui. Sbagli tu.

E Vanni? – il viso di Benedetta, già bianco di suo, divenne quasi diafano. Le labbra secche evidenziarono la sua preoccupazione, appena espressa con quella domanda quasi sillabata.

S’è fermato a bere alla fontanina. – rispose Maurizio.

Non si beve subito dopo un’attività fisica.

Ma quello più che correre, guardava le ragazze. – si lamentò Carmine, accasciandosi a terra: – Bah, sono distrutto!

Io e Betta ci guardammo, lei ormai aveva capito che Vanni mi piaceva e fra noi c’era un tacito accordo: lui non sarebbe stato di nessuna delle due, ma avremmo lottato, se qualcuna avesse provato a portarcelo via. Il mio apprezzamento per Vanni era fra le righe perché avevo paura di perdere la mia amica.

Lui giunse con il sorriso sulle labbra. Aveva la pelle bruna come la terra in Autunno.

Cos’è stato? – gli chiese Benedetta, ora in piedi.

Cos’è stato cosa? – domandò lui.

Perché hai l’aria sognante?

Perché l’amore fa male.

L’amore?

Il sole scese all’orizzonte, avvolgendoci con la sua luce tenue che superava le piante e gli alberi della Villa Comunale. Le ombre dei miei amici si distesero sul terriccio. Lo sguardo di Benedetta s’impregnò della finta indifferenza di Vanni; penso che avesse per lui un amore ossessivo ed egli sentiva attaccata sulla pelle quell’angoscia asfissiante di lei. Il respiro di Benedetta sembrò essersi fermato, per ascoltare una risposta che sperava meno dolorosa di quanto anticipato da Carmine. Solo dopo quella replica, avrebbe concesso ai suoi polmoni di espandersi.

L’ora del vespro avanzava, rendendo sempre più buio il cielo.

Ho incontrato un amico. – rispose Vanni.

Un amico? – il tono di Benedetta era quasi accusatorio.

Presto partirà per la Germania.

Vanni si sdraiò sull’erba, proprio accanto a me e respirò profondamente: – Dio, quanto sei bella, Claudia. – sussurrò, ma io intesi bene e ora non controllavo più i battiti del cuore.

Non ho capito! – esclamò Betta.

Dicevo a Claudia che questo amico mio mi ha raccontato una storia.

Voglio sentirla anche io. – Benedetta si riaccomodò.

Più di mille anni fa c’era un uomo ricco che si chiamava Sebeto. S’innamorò follemente di una bella donna, Megara. Si sposarono ed erano felici. Un giorno Megara prese una barchetta per raggiungere un’isola dove vivevano i suoi genitori. Il vento soffiò d’improvviso e la barchetta si capovolse. Megara morì e divenne uno scoglio. Sebeto seppe della sua morte e il dolore fu così intenso che pianse per il resto dei suoi giorni, fino a sciogliersi e diventare un fiume.

È la storia dell’isolotto di Megaride e del fiume Sebeto! – commentai, felice.

Vanni mi guardò: – Esatto.

L’amore non è sempre un tormento, quando si accetta l’affetto di qualcuno. – sbottò Benedetta.

Calmati, bambulè!

Da Profumo d’Ottobre. Un autunno di ricordi

Immagine: http://www.pixabay.com – Natura/Paesaggio – Twinee1

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I miei ebook

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Un’emozionante recensione per Profumo d’Ottobre

Un’emozionante recensione per Profumo d’Ottobre

Quando si fanno certi nomi, da napoletana mi emoziono, soprattutto se accanto c’è un mio lavoro.
Orgogliosa di essere napoletana
* * *
il 27 settembre 2016
Ho atteso con impazienza questo libro perché il suo “prologo” si era interrotto quasi bruscamente nel bel mezzo di un evento doloroso. L’attesa è stata premiata. Ancora una volta Annalisa Caravante, con il suo fraseggio semplice ma efficace, ha preso per mano il lettore portandolo dentro la vita di Claudia, di Vanni, di Betta di Matt e di tutti gli altri personaggi che rendono l’opera quasi corale perché tutti sono tessere indispensabili di un bellissimo puzzle. Il lettore si ritrova nel cuore di Napoli con i suoi odori, la sua musica i suoi suoni i suoi rumori e tra i vicoli senti gli echi di delle voci di Di Giacomo, di Serao e di de Filippo.
La prima parte, pur parlando di “tempeste adolescenziali” e tristi vicende familiari, procede con pacatezza, poi con l’incalzare delle cruente vicende belliche anche la narrazione diventa più concitata e travolgente senza nulla perdere in chiarezza. Il racconto però, pur diventando più duro perché la guerra è dura e spietata, lascia spazio a sentimenti positivi come l’amore, la solidarietà la dignità. Così mentre il bombardamento tragico del famoso Munasterio ‘e Santa Chiara squassa il cuore, il lume di speranza acceso dalle gloriose quattro giornate, ci fanno credere che si è vero “addà passà ‘a nuttata”.
Ora Annalisa tocca a te di rinfocolare questa fiammella andando avanti con la storia perché ancora una volta ci ha lasciate col fiato sospeso e no non può finire così!
BRAVISSIMA PICCERÈ
Il prologo di cui si parla nella recensione, è Il profumo dei ricordi
Profumo
Serena giornata
Annalisa

RECENSIONE DI “IL PROFUMO DEL SUD” DI LINDA BERTASI

Buon primo settembre a tutti. Quanti hanno finito le ferie e quanti vi andranno questo mese?

Che ne dite di scoprire un altro libro da leggere in vacanza o la sera dopo il lavoro per fare un altro viaggio?

A me capita, da autrice, di legarmi molto ai libri che leggo per il fatto che non conosco il seguito. Chi scrive e pubblica, sa bene quante volte leggerà e controllerà il proprio manoscritto e nasce quindi l’esigenza di leggere qualcosa di nuovo e dal finale sconosciuto.

Settembre e Ottobre saranno molto impegnativi per me da questo punto di vista perché ci saranno, e sono felice che sia così, due nuove pubblicazioni.

La prima sarà un romanzo rosa di ambientazione storica che molti già conoscono per aver letto l’anteprima e che è stato recensito da La Biblioteca di Eliza e sto parlando di Profumo d’Ottobre. La seconda pubblicazione è una sorpresa.

Quindi, prima dell’arrivo di Settembre col suo carico di novità, mi sono dedicata alla lettura e dopo aver letto la trilogia “Tregua” di Ilaria Goffredo, ho iniziato e terminato “Il Profumo del Sud” di Linda Bertasi.

* * *

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È la prima opera che leggo di questa autrice e sono contenta di averlo fatto, di sicuro leggerò anche altro.

Ma passiamo alla trama e alla recensione.

Trama

Genere: Narrativa rosa con ambientazione storica

1858, Anita Dalmasso scopre che il suo passato è stato una finzione, il suo stesso nome non le appartiene e questo la sconvolge al punto tale da prendere un transatlantico e partire per il Nuovo Mondo. Lo stesso viaggio e l’arrivo in America la mettono subito in condizioni tali da dover dimostrare subito a sé stessa cosa è in grado di fare da sola. Anita inizia cambiando identità e diventando Isabella, giovane e vedova da poco, mentre in realtà ha lasciato in Italia il suo primo amore.

L’incontro con Justin Henderson e Margherita Castaldo la sconvolgeranno e l’aiuteranno allo stesso tempo perché Anita si troverà ad affrontare uno degli eventi che hanno sconvolto il passato americano, la guerra di secessione.

Recensione

Già dal viaggio di Anita troviamo degli eventi che poi ci catapulteranno insieme alla protagonista nel nuovo mondo ed è qui che vediamo un’Anita più consapevole delle proprie capacità, rispetto a quella che troviamo nelle prime pagine. Inizialmente è spaesata, come è giusto che sia, poi sarà pronta a conoscere nuovi scenari e nuovi mondi. L’autrice ci presenta una ragazza italiana che dopo l’iniziale smarrimento, si rimbocca le maniche, pronta a rinunciare anche all’amicizia di Margherita e ricominciare di nuovo pur di non dipendere da nessuno. A tratti sembra debole, immatura, ma questo si adatta al fatto che Anita è molto giovane, e affronta un mondo completamente diverso partendo da una vita agiata dove lei non ha dovuto provvedere per nulla al suo sostentamento. Quindi assistiamo a una crescita psicologica della protagonista. Il background storico è ben delineato, ma non aspettatevi un romanzo sulla guerra (per questo ci sono i libri storici), è bensì un romanzo basato sul riflesso che un evento tale può avere sulla vita di tutti i giorni e nel caso de Il Profumo del Sud possiamo toccarne le conseguenze con la presenza nel romanzo degli schiavi che Anita incontra sul suo cammino.

La trama è basata sulla storia di Anita/Isabella e del rapporto a tratti travagliato con Justin, ma il finale non è per nulla scontato, vi lascerà sorpresi.

Ottima la preparazione geografica e storica dell’autrice, si nota che si è documentata tanto al punto che si avverte una certa naturalezza nella narrazione. Ottimo lo stile, la scioltezza narrativa per un romanzo che vi porterà indietro nel tempo.

Brava, Linda.

Link e dati per l’acquisto

A presto con un’altra recensione

Annalisa